Il giorno dopo i funerali di Lamberto Lucaccioni, il 16enne morto a causa dell’ecstasy durante una serata al Cocoricò di Riccione, il general manager della discoteca Fabrizio De Meis annuncia le dimissioni dopo tre anni dal suo incarico. A riportarlo newsrimini.it.
Fatto tanto ««Abbiamo fatto tanto in questi anni – ha detto – ma non è bastato. Abbiamo cambiato anche la musica il Cocoricò non è più quello degli anni ’90. Abbiamo fatto la lotta agli spacciatori, spesso perquisendo i clienti a campione anche contro la legge, accompagnadoli in uno stanzino, controllandoli alla ricerca di droga e subendo anche minacce personali. Ma è meglio subire un’azione legale che non controllare i ragazzi. Abbiamo un sistema di videosorveglianza unico per controllare interno ed esterno. Siamo stati anche in parlamento per presentare la proposta di Daspo per le discoteche. Abbiamo messo in campo anche campagne di comunicazione forti. Il nostro messaggio è chiaro non c’è ambiguità. Se viene recepito o no è un’altra cosa. Abbiamo fatto tanto ma sabato sera ho capito che non è bastato. Non so se Lamberto abbia acquistato la droga: nella sua città oppure 100 metri prima o dopo la discoteca. La cosa importante è che è morto un altro ragazzo».
Lo sfogo De Meis poi si sfoga. «Sono solo nella battaglia – afferma – non ho strumenti di legge. Da una parte ci sono politica, istituzioni e forze dell’ordine e dall’altra l’imprenditore. Come se fossimo su due posizioni diverse mentre invece vogliamo la stessa cosa. Mi sento solo e impotente. Il problema non è a livello locale (c’è grande rispetto per le istituzioni) ma sono le leggi nazionali. Io stasera potrei trovare all’ingresso il pusher, che è solo stato denunciato, e non potrei impedirgli di entrare. Penso ad esempio ad Ibiza e al tampone all’ingresso per verificare se una persona ha assunto droga prima di entrare in discoteca, con la possibilità di vietarne l’accesso, questo ci permetterebbe anche di verificare se un cliente ha assunto droga in discoteca».
Perché aprire De Meis ha spiegato la decisione di aprire venerdì 24, la settimana dopo la morte di Lucaccioni: «abbiamo riflettuto tutta la settimana e alla fine abbiamo deciso di approfittare della grande esposizioni mediatica per lanciare un messaggio forte contro la droga». Per De Meis poi l’ipotesi di chiudere il locale non è la scelta giusta. «Se fosse legata alla morte di Lamberto Lucaccioni la potrei capire – spiega – ma in queste ore si parla di una possibile chiusura legata ad un dossier nel quale vengono elencati episodi relativi agli ultimi due anni. Ci si è concentrati sul pregresso, su cose che si conoscevano già a maggio».
Newsrimini.it riporta anche le parole dell’avvocato Catrani, legale rappresentante del Cocoricò:
Quale legale del gruppo Cocorico che, da ormai tanti anni, segue i successi a livello mondiale di Fabrizio De Meis ed i suoi partners desidero esprimere la mia totale solidarietà al Presidente per la scelta sofferta che ha, inevitabilmente, dovuto prendere innanzi ad un attacco indiscriminato di cui è stato vittima costante, ora per ora, da Sabato scorso ad oggi. E ancor prima della chiusura delle indagini preliminari volte a ricostruire le reali dinamiche dell’accaduto. Cioè ancor prima degli esiti degli accertamenti che comprovino o meno qualsivoglia eventuale coinvolgimento del locale nella tragica morte del giovane ragazzo.
Da più parti si invocano chiusure esemplari del locale?
Per questi tipi di interventi esistono autorità preposte che valutano e decidono secondo legge e non a furor di popolo.
E, a tal riguardo, intendo precisare che fino ad indagini concluse del PM le autorità preposte, secondo la mia opinione, non sono in grado di decidere.
Io desidero semplicemente ricordare i grandi sforzi, sotto gli occhi di tutti, che da anni portiamo avanti in team, me compreso, in tema di prevenzione di reati, di uso di droghe e di fatti comunque cruenti.
Attività che ci hanno portato ad interagire sinergicamente addirittura con la Comunità di San Patrignano e col mondo dello sport giovanile.
Perdere una figura come Fabrizio De Meis significa perdere un imprenditore capacissimo, intelligente, sensibile e leale; un autentico leader nel suo settore; persone così, a mio avviso, andrebbero aiutate e non lasciate sole. Specie prima di comprovate responsabilità certe ed inoppugnabili da potergli contestare secondo legge.
