Maria Gigliola Rosignoli, direttore generale dell'Asl 3

E’ «completamente estranea» alle accuse che le sono state mosse dalla procura di Perugia nell’ambito dell’indagine denominata «Sanitopoli» (che vede 21 indagati) il direttore generale dell’Asl 3 Maria Gigliola Rosignoli che chiederà di essere ascoltata dai magistrati. Lo sostiene il suo difensore, l’avvocato Giovanni Dean.

Accuse infondate «Dopo aver osservato per mesi un rigoroso silenzio – sostiene il legale in una nota -, sia per rispetto al lavoro investigativo della magistratura, sia per l’oggettiva inopportunità di intervenire in un dibattito artificiosamente costruito su mere congetture, la dottoressa Rosignoli viene finalmente a conoscenza degli addebiti che le vengono mossi: ciò le consentirà di difendersi in ogni sede da accuse cui è completamente estranea e che, perciò, risultano totalmente infondate e, in alcuni casi, addirittura frutto di un errore percettivo».

Sanitopoli non esiste Secondo l’avvocato Dean «tuttavia è lecito sin d’ora affermare che, al di là dei foschi scenari fin qui vagheggiati da una parte del ceto politico locale, questo risultato dell’inchiesta archivia l’idea di ”Sanitopoli” e restituisce il sistema sanitario umbro all’immagine che gli compete; così come restituisce alla Asl 3 Umbria, al suo direttore generale, ai suoi funzionari ed ai suoi impiegati, al personale medico e paramedico, ed in generale a tutti i suoi dipendenti, la dignità del proprio ruolo e la consapevolezza di quelle prerogative di efficienza amministrativa e di affidabilità sanitaria che negli ultimi anni tutti le avevano riconosciuto». «Quanto al merito delle contestazioni, la dottoressa Rosignoli – conclude l’avvocato Dean – affiderà a puntuali e documentate memorie difensive le sue difese, chiedendo di essere personalmente ascoltata dai magistrati per chiarire senza tema di smentita i fatti oggetto di contestazione».