di Ivano Porfiri
Una donna e i suoi due figli dormivano ignari e, senza il soccorso di 118 e vigili del fuoco, sarebbe potuta avvenire una tragedia. Nell’aria c’era il monossido rilasciato da una stufa a pellet. In totale sono stati nove gli intossicati: si tratta di quattro adulti di sesso femminile, tre adulti di sesso maschile e due bambini giunti al pronto soccorso di Città di Castello alle 23,30 di giovedì.
Il soccorso I vigili del fuoco sono stati avvertiti dal personale del 118 che aveva portato soccorso ad alcuni occupanti di una villetta che si trovavano al piano terra all’interno di una taverna in località Selci Lama. Dagli accertamenti effettuati sul posto, si è rilevata la presenza significativa di monossido di carbonio anche al piano superiore, dove nella camera riposavano una madre con due bambini, fatti subito allontanare e successivamente trasportati in ospedale. Qui, dagli accertamenti eseguiti, sono state rilevate tracce di monossido di carbonio nel sangue, come anche agli altri occupanti della palazzina.
Tragedia evitata Il rapido intervento del personale del 118 e dei vigili del fuoco ha evitato una situazione molto più drammatica soprattutto per la madre e i due bambini che, ignari, dormivano al piano superiore. Sul posto, oltre al personale medico e sanitario del 118 è intervenuto personale dell’Arma dei carabinieri.
La stufa Dagli accertamenti è emerso che una delle possibili cause dell’evento è riconducibile ai sistemi di espulsione dei prodotti della combustione di una stufa a pellet.
Tutti intossicati Dall’anamnesi e dagli accertamenti effettuati sui nove pazienti, l’Asl 1 comunica che è stata diagnosticata per tutti una intossicazione da monossido di carbonio. Dopo un iniziale trattamento con ossigeno-terapia presso il pronto soccorso, così come da protocollo, è stato programmato e realizzato il trasferimento dei pazienti al centro iperbarico di Fano per la necessaria ossigenoterapia iperbarica (utilizzo terapeutico di ossigeno puro al 100% a pressione superiore a quella atmosferica).
Secondo trattamento I pazienti, in base alle diverse condizioni cliniche, sono stati ricoverati nei diversi reparti dell’ospedale di Città di Castello (Unità Operative di Medicina interna, Pediatria, Osservazione breve intensiva). Nonostante il contemporaneo accesso di un numero significativo di pazienti con codici di alta gravità, grazie all’immediato intervento e al trattamento effettuato dal personale del pronto soccorso-118 e al tempestivo trasferimento con attivazione di un’ambulanza del 118 e di un’ambulanza per i trasporti ordinari, allestita e messa a disposizione in via straordinaria per l’eccezionalità dell’evento, tutti i pazienti sono attualmente in buone condizioni cliniche, stabili e in attesa di un secondo trattamento previsto per il pomeriggio della giornata odierna presso il centro iperbarico di Fano.
LE RACCOMANDAZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO
In casi simili, i vigili del fuoco ritengono necessario ricordare ai cittadini alcune accortezze da tener presente nell’uso dei sistemi di riscaldamento che richiedono una combustione diretta (caldaie, stufe, bracieri, camini e simili). Due sono le tipologie di rischio presenti, quelli connessi alla fonte di calore e quelli ancora più minacciosi dovuti alla emissione dei prodotti della combustione (fumo e gas) tra i quali è sicuramente presente l’ossido di carbonio. un gas estremamente pericoloso e difficilmente riconoscibile (è inodore, insapore ed incolore). E’ difficile da rilevare anche con gli strumenti in quanto ha un peso specifico simile a quello dell’aria e sale o scende formando delle nuvole che tendono a espandersi. Il punto in cui le nuvole sono situate è di difficile individuazione, in quanto dipende dai parametri ambientali.
Per ogni situazione in cui è presente una combustione (un fuoco) è necessario assicurare una perfetta evacuazione dei fumi e garantire la presenza di ossigeno cioè di aria proveniente dall’esterno per assicurare una buona e regolare combustione sia che a bruciare è del gas sia che si tratti di legna o altro combustibile.
Nel caso di camini e di stufe funzionanti a legna o pellets è assolutamente necessario che venga verificata la canna fumaria – per tutta la lunghezza – che dovrà essere periodicamente pulita e dovranno essere verificate eventuali parti combustibili presenti intorno alla stessa (travi e materiali in legno, in gomma ecc.).
Nel caso di utilizzo di apparecchi elettrici (stufe, termoventilatori e simili) il rischio può essere rappresentato dal calore emanato dagli stessi che può diventare fonte di innesco di materiali combustibili (arredi, tendaggi e simili) posti in prossimità.
Non è da escludere il rischio per il surriscaldamento dei circuiti elettrici di alimentazione (cavi, prese, spine) che possono subire un aumento della temperatura fino ad essere una fonte di innesco.
Un discorso speciale riguarda le termocoperte e gli scaldaletto elettrici che non sempre dispongono di un adeguato sistema termostatico e quindi possono essere origine di incendi se ad un certo punto non ne viene interrotto il funzionamento.
L’uso di tali dispositivi dovrebbe essere fatto soltanto prima di mettersi a letto e non durante la presenza delle persone sul letto.

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