Il carcere di Spoleto (foto Fabrizi)

Era la notte del 15 febbraio 2010 a Fidenza quando una prostituta rumena fu sequestrata e violentata per ore da due uomini originari dell’Est Europa. A Concordia, lungo la via Emilia, la coppia si avvicinò a lei e finse di contrattare una prestazione, ma lei capì che non ci si poteva fidare dei due clienti e tentò di scappare. Un tentativo inutile dato che la donna fu presa per i capelli, caricata in auto con la forza, portata in aperta campagna dove nessuno avrebbe potuto sentire le sue grida e violentata dai due per ore. Sotto shock la donna andò dai carabinieri e fornì elementi utili per individuare i due, che infatti furono arrestati nel giro di pochi giorni dai militari, processati e poi condannati. Uno dei due moldavi, nato nel 1988, ha trascorso gli ultimi anni di reclusione nel carcere di massima sicurezza di Spoleto e venerdì, dopo settimane di pianificazione degli agenti dell’Ufficio immigrazione, diretto dal vice questore aggiunto Maria Rosaria De Luca, gli agenti lo hanno aspettato fuori dal penitenziario spoletino, dove gli è stato notificato il provvedimento di espulsione. I poliziotti così lo hanno rimpatriato come misura alternativa alla detenzione accompagnandolo a Fiumicino, da dove ha preso un volo per Chisinau, capitale della Moldavia.

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