di Massimo Colonna e Marta Rosati
«Mi piace pensare Alessandro in compagnia di Gesù che nella hall del Paradiso continua il suo servizio, gentile, competente, multilingue di accoglienza di quanti con onestà, rettitudine e laboriosità hanno dato senso alla loro esistenza e ora ricercano un tempo di riposo, anzi un riposo eterno». Questa l’immagine scelta dal vescovo di Terni, padre Giuseppe Piemontese, nell’omelia per i funerali di Alessandro Riccetti, il trentatreenne ternano receptionist dell’hotel Rigopiano, dalle cui macerie è stato estratto senza vita sette giorni dopo la drammatica slavina. Nei primi banchi di fronte al feretro tornato oggi stesso dall’Abruzzo ci sono mamma Antonella, la sorellina e il fratello di Alessandro, intorno ai quali si sono stretti decine e decine di ternani, oltreché le massime autorità civili e militari del territorio.
ADDIO A RICCETTI MORTO AL RIGOPIANO: FOTOGALLERY
Il significato Gremita la cattedrale di Terni, con tanta gente anche in piazza. «Penso in questo momento – ha spiegato il vescovo nel suo intervento – al caro Alessandro e a quanto abbiamo saputo della sua vita e missione. Ha formato la sua personalità e si è arricchito con l’esperienza gioiosa oltre che nella famiglia anche nella comunità ecclesiale. Per dare senso alla sua esistenza ha affrontato tanti sacrifici con lo studio assiduo, anche accademico, con l’esperienza del lavoro anche all’estero, dove certo il desiderio di avventura non basta ad alleviare la solitudine e la nostalgia del proprio paese e degli amici. La professionalità conseguita gli ha consentito un lavoro dignitoso e onorevole. Ma la sorte avversa, la natura, che questa volta si è mostrata matrigna, hanno posto termine prematuramente alla sua vita. Ma chi può dire ‘prematuramente’? E’ Dio che per il bene dei suoi figli stabilisce tempi e modi. A noi sta riconoscere che Dio fa bene ogni cosa, anche se non ne comprendiamo il senso».

Il seme nel giardino Un concetto questo, quella della trasformazione della vita cristiana, che torna più volte nel corso della cerimonia. Anche in occasione dei canti del coro: «Il Signore ha messo il seme nella terra del mio giardino. Io vorrei che fiorisse il seme, ma il tempo del germoglio lo conosce il mio Signore». Tante le personalità del mondo istituzionale presenti: tra gli altri, la governatrice dell’Umbria Catiuscia Marini, il vicepresidente Fabio Paparelli, il sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci, il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo. Poi i rappresentanti delle forze dell’ordine, dal prefetto Angela Pagliuca a scendere.
Il ricordo del cugino In chiesa ha preso la parola anche il cugino Eugenio che ha letto un messaggio. «Eri per tutti noi un punto di riferimento, eri la nostra ventata di positività e allegria. Parenti, amici e tutti ti ricordano come solare, volenteroso e affidabile. La tua presenza non ci mancherà mai, nonostante lasci un vuoto incolmabile. Sarai il nostro angelo, ciao Ale». Poi i ricordi: «A Piediluco seminavamo il panico con le bombe d’acqua, ricordo da bambini partite a pallone con gli amici di sempre. Con gli scout nel campo estivo in Svizzera io ti rincuoravo perché ti mancava la tua famiglia. Poi troppo presto la vita ti ha fatto uomo e ti sei caricato la famiglia sulle spalle. Ho sempre avuto ammirazione per te. È inaccettabile andarsene in questo modo, lavorando; a lenire solo appena il dolore, ma forse questo tu lo sai già, una straordinaria solidarietà e vicinanza, i soccorritori hanno fatto un grandissimo lavoro. Quando ti cercherò ci scambieremo un sorriso fraterno come abbiamo sempre fatto».
I funerali di Riccetti L’ultimo viaggio di Alessandro è iniziato venerdì mattina presto: la salma del giovane intorno alle 9 è partita dall’ospedale di Chieti dove nella giornata di giovedì sono state effettuate le ultime autopsie sui cadaveri ritrovati all’interno della struttura abruzzese. La salma di Alessandro Riccetti è arrivata in cattedrale intorno alle 12.30. Ad accogliere il feretro proprio il vescovo Piemontese e i rappresentanti delle istituzioni locali, oltre alle persone più care al ragazzo. Il giovane 33enne che ha perso la vita insieme ad altre 28 persone nella tragedia del resort Rigopiano, è tornato a Terni e la sua città natale si è fermata per ricordare uno dei suoi figli, strappato alla mamma Antonella, al fratello, la sorella e gli altri cari, in un modo così violento mentre stava lavorando. E a qualcuno torna in mente quel 17 marzo 2015, quando sempre al Duomo la città rese omaggio all’altro suo figlio portato via troppo presto: David Raggi.
La città si ferma E la città si è fermata: il sindaco Leopoldo Di Girolamo infatti ha stabilito la proclamazione del lutto cittadino, in quanto «l’intera città, colpita da questa terribile e sconvolgente notizia, intende stringersi attorno ai familiari in un momento così insopportabilmente doloroso». Stabilita l’esposizione delle bandiere a mezz’asta o abbrunate sugli edifici comunali. Tutti i cittadini inoltre sono chiamati ad «osservare un momento di raccoglimento, in forme decise autonomamente, come abbraccio della comunità ai familiari». L’uscita del feretro dalla cattedrale accolto con un lungo applauso.
Il messaggio del sindaco «E’ stato toccante vedere il duomo gremito – ha scritto il sindaco Di Girolamo in un posto su Facebook dopo il funerale – cosi come tantissime sono state, in queste ore, le dimostrazioni di partecipazione e dolore. Terni ha salutato Alessandro Riccetti con tutto lo slancio, la commozione, l’affetto che questo ragazzo merita. La comunità ternana e umbra si sono strette intorno alla famiglia con la speranza che il dolore sia meno lacerante, che il conforto porti un po’ di luce. Le parole del vescovo Piemontese sulla tragedia di Rigopiano e sul valore di Alessandro sono quelle di tutti noi. Terni non dimenticherà questo suo figlio emblema di una città laboriosa, amorevole, piena di valori».
