La casa di Casa del Diavolo rapinata ( foto archivio u24)

di Fra.Mar.

A decidere di rimetterlo in libertà è stato il gip Alberto Avenoso che ha accolto l’istanza presentata dai suoi difensori. E’ dunque uscito dal carcere di Capanne giovedì sera Khasa Xhaferr, l’albanese finito in carcere accusato di aver preso parte alle rapine in villa di Ponte Pattoli del 13 gennaio scorso e di Gioiella dell’ottobre scorso.

Non ci sono gravi indizi Nel provvedimento, il gip Avenoso afferma che sono venuti meno gli indizi gravi che potevano giustificare una custodia cautelare in carcere. L’albanese è dunque tornato in libertà, anche se resta ancora indagato.

L’incidente probatorio La richiesta dei suoi difensori  Lino Ciaccio e Giuliano Picchio, è arrivata dopo l’incidente probatorio in cui ad alcuni membri delle famiglie rapinate era stato chiesto di riconoscere l’uomo. Due lo hanno riconosciuto e due no. All’esito dell’udienza, il pubblico ministero Angela Avila aveva disposto nuovi accertamenti sulla posizione di Xhaferr.

Le confessioni Oltre all’incidente probatorio, dalla loro la difesa aveva anche due confessioni di Aurel Rosu e Iulian Ghiorghita, la spietata coppia di rumeni del commando che uccise Luca Rosi. Entrambi gli arrestati hanno infatti detto ai pubblici ministeri titolari delle indagini sulle rapine in villa di Ramazzano, Resina e Torgiano, che ad agire a Ponte Pattoli il 13 gennaio scorso erano stati loro.

L’accusa A portare in cella Xhaferr erano stati i riconoscimenti delle vittime delle rapine e  il fatto che lui avesse lavorato come giardiniere in entrambe le case depredate. L’albanese però non aveva mai ammesso nulla, né aveva mai parlato in alcun modo con gli inquirenti. Ora è fuori di prigione.

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