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Il maresciallo ferrelli, il maggiore Sfacteria e il luogotenente Aleo

di Ivano Porfiri

Quando gli è arrivato il segnale, si è calato il cappuccio della felpa sul volto, ha raggiunto la sua preda, l’ha afferrata per la testa scaraventandola a terra e facendola sbattere contro un muretto, le ha preso la borsa ed è fuggito. Col suo complice sono poi andati al bar, a saldare i vecchi debiti e a farsi un paio di drink. Ci hanno messo meno di un mese, i carabinieri a individuarli in due giovanissimi stranieri, ma da anni residenti a Massa Martana, che ora dovranno rispondere di rapina aggravata e lesioni.

I due giovani malviventi I militari della stazione massetana, guidati da maresciallo Fabio Ferrelli, e quelli della compagnia di Todi, comandati dal luogotenente Bartolomeo Aleo, hanno notificato due ordinanze di custodia cautelare: al 18enne di origini rumene arresti domiciliari, al 17enne macedone l’obbligo di permanenza in casa. Il gip ha tradotto così le richieste della Procura di Spoleto e di quella per i minorenni di Perugia. Entrambi i ragazzi sono figli di famiglie di onesti lavoratori, ma passano il giorno a bighellonare, senza lavoro e senza studiare, avendo già collezionati diversi precedenti per furto.

La rapina I carabinieri – come spiegato in conferenza stampa dal maggiore Carlo Sfacteria, comandante del reparto operativo – hanno ricostruito il colpo e sono arrivati a catturare i responsabili grazie a indagini fatte scandagliando le immagini delle telecamere piazzate in strade e parcheggi di Massa Martana e sentendo una decina di testimoni. È emerso che, la sera del 10 novembre scorso, i due hanno atteso che la tabaccaia chiudesse il negozio portando con sé l’incasso. Secondo la ricostruzione degli investigatori, conoscevano bene il tragitto. Così, dopo diversi sopralluoghi, il 18enne si è appostato per fare da palo e l’altro, appena la donna è entrata nel parco che porta al parcheggio, si è scagliato verso di lei con violenza. La signora, battendo a terra, ha riportato un leggero trauma cranico, una ferita lacero contusa e un ematoma sottocutaneo, per un totale di sei giorni di prognosi. Un modus operandi che hanno fatto scrivere al gip che i ragazzi hanno agito con «lucidità di azione» e «professionalità», segno della «non occasionalità della condotta».

Le indagini Ad aiutare gli inquirenti è stato un particolare: il 17enne, dopo il colpo, si è disfatto di un giubbotto sotto le telecamere di un parcheggio. Poi si è allontanato, raggiungendo l’amico per andare al bar. Da quel giubbotto, subito recuperato, i carabinieri hanno ricostruito il tragitto dei due, sia prima che dopo la rapina grazie ad altre immagini e testimonianze. Tutto è finito nel fascicolo arrivato al giudice, che ha firmato le ordinanze che porteranno a processare i due ragazzi.

Sindaco: «Soddisfazione e amarezza» È un misto di compiacimento e rammarico quello che esprime a Umbria24 il sindaco di Massa Martana, Maria Pia Bruscolotti. «Abbiamo appreso con soddisfazione – dice – la notizia dell’esito positivo dell’indagine dei carabinieri che hanno portato all’arresto dei responsabili della rapina avvenuta ai dati della titolare della tabaccheria di viale Vittorio Emanuele II, perché si era trattato si un grave episodio criminoso con aggressione e lesioni personali che mai si era verificato nel nostro paese e quindi eravamo rimasti molto turbati. Mi congratulo vivamente per l’operato dei carabinieri della compagnia di Todi, del Reparto operativo e in particolare rivolgo un grande apprezzamento al maresciallo Fabio Ferrelli e ai suoi collaboratori. In altre circostanze ha dato prova di capacità e professionalità, ha lavorato al tema della prevenzione, partecipando alle iniziative che l’Amministrazione ha organizzato nelle scuole e anche nel territorio, nelle frazioni. Inoltre, ho avuto piacere che hanno contribuito in modo significativo alle indagini anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza anche abbiamo piazzato nel centro storico, confermando che è stato un investimento valido dall’Amministrazione comunale. È il segno che lavorando con la prevenzione, l’informazione ai cittadini, la tecnologia e la collaborazione tra istituzioni si possono dare risposte sulla sicurezza». Più amara la considerazione sui responsabili. «Ci ha colpito – spiega Bruscolotti – che artefici della rapina siano stati due giovanissimi, per di più cresciuti in mezzo a noi, dove c’è un buon livello di integrazione. Questo porta a interrogarci su csa possiamo fare di più per evitare che ragazzi così giovani si dedichino al malaffare».

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