Rinviata a giudizio una 36enne romena accusata di rapina aggravata ai danni di un anziano di 86 anni avvenuta nel maggio 2025 nella zona del cimitero di Gubbio. La decisione è stata presa dal giudice per l’udienza preliminare Valeria Casciello che ha accolto la richiesta formulata dal pubblico ministero Iannarone. Per l’imputata il processo inizierà il 19 ottobre davanti ai giudici del primo collegio del tribunale di Perugia, presieduto da Angela Avila, con a latere Edoardo Esposito e Paolo Sconocchia.
Accusa La donna dovrà rispondere dell’accusa di rapina aggravata dall’avere commesso il fatto nei confronti di una persona ultrasessantacinquenne, con l’ulteriore aggravante della recidiva reiterata specifica. Nel procedimento l’86enne si è costituito parte civile tramite l’avvocato Ubaldo Minelli, avanzando una richiesta di risarcimento per danni morali e materiali quantificata in 25mila euro.
Ricostruzione Secondo la ricostruzione contenuta negli atti di costituzione di parte civile i fatti risalgono al 26 maggio 2025. L’anziano sarebbe stato avvicinato dalla donna mentre stava camminando a piedi. Dopo un breve scambio di parole la 36enne gli avrebbe chiesto un passaggio sostenendo di dover raggiungere la stessa direzione dell’uomo. Una volta salita sull’auto, avrebbe insistito affinché percorresse una strada precisa, arrivando anche a proporgli un rapporto sessuale.
Denuncia L’86enne avrebbe rifiutato, spiegando le proprie condizioni di salute. Sempre secondo quanto riportato negli atti l’uomo avrebbe quindi tentato di allontanarsi scendendo dall’autovettura ma sarebbe stato raggiunto dalla donna che lo avrebbe spinto a terra, impossessandosi di una collana d’oro, di un anello e di circa 250 euro in contanti custoditi nel taschino, per poi fuggire. Dopo l’episodio l’anziano si era rivolto ai carabinieri di Gubbio sporgendo denuncia e, nel prosieguo delle indagini, avrebbe riconosciuto la presunta responsabile attraverso individuazione fotografica. Ora, con il decreto che dispone il giudizio, la vicenda approda davanti al tribunale collegiale di Perugia.
