«Si osseva come i post censurati debbano essere contestualizzati alla luce del comportamento obiettivamente inopportuno tenuto dalla Sartini nella vicenda, la quale dotata di una carica istituzionale avrebbe dovuto astenersi dal partecipare, anche a titolo personale, a una manifestazione politica espressiva di una ideologia indiscutibilmente antitetica rispetto alle funzioni dalla stessa esercitate in materia di prevenzione e contrasto alle discriminazioni di genere». Così il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Terni Simona Tordelli si è espressa sugli insulti ricevuti dall’ormai ex assessore del Comune di Orvieto Sartini (recentemente cacciata dal sindaco tardani per un post social), per la partecipazione a una manifestazione del 2020 contro il Ddl Zan. Lo stesso magistrato di fatto riconosce così ai denunciati il diritto di critica politica. Tra questi, come sottolineato dal quotidiano La Nazione nei giorni scorsi, c’era, ironia della sorte, l’ex assessore Gnagnarini che allo stesso modo della Sartini si giocò un posto nella giunta orvietana per un’uscita infelice su Facebook. La denuncia per diffamazione è stata così archiviata, ma la decisione è stata impugnata.
Querela chi la insulta per iniziativa ‘no Ddl Zan’, giudice archivia: «Inopportuna»
