E’ rientrato in Italia con la scusa di voler assistere al suo processo ed è sparito di nuovo nella clandestinità: uno spacciatore albanese è stato di nuovo accompagnato alla frontiera.
L’insolita richiesta Nel dicembre scorso era stato rintracciato in stato di clandestinità nel corso di un controllo delle forze dell’ordine, espulso e rimpatriato dagli agenti dell’Ufficio Immigrazione in Albania. H. F., 31 anni , più volte coinvolto in indagini sul traffico di stupefacenti in città, dopo il suo rimpatrio ha chiesto, tramite il suo legale la possibilità di rientrare in Italia per assistere al suo processo, che lo vede imputato a Perugia di gravi reati commessi nel traffico di stupefacenti .
Appena rientrato è sparito Visto il suo desiderio di essere presente nell’aula di giustizia che lo vede imputato, l’Ufficio Immigrazione gli ha concesso, nell’aprile scorso, il permesso di rientrare in Italia per 48 ore, consentendogli l’ingresso sul territorio nazionale in tempo utile per la udienza e imponendogli di rientrare in patria il giorno dopo la celebrazione del processo. Lo straniero ha invece scelto di non fare rientro in patria e di vivere da allora clandestinamente in città approfittando del permesso accordatogli.
Secondo rimpatrio Qualche giorno fa è stato rintracciato in città da un equipaggio dei carabinieri, intervenuti per una lite in un appartamento della zona di via XX Settembre. Portato in questura, è stato sottoposto ad un nuovo provvedimento di espulsione e, dopo la convalida del giudice di pace, è stato scortato da due agenti presso l’aeroporto di Roma Fiumicino, dove è stato imbarcato su un volo per Tirana.

