Il cuore del processo sulla morte di Andrea Prospero resta il nesso tra i messaggi inviati su Telegram e il suicidio dello studente abruzzese, trovato senza vita in un appartamento vacanze del centro storico di Perugia. È su questo punto che si concentrerà la prossima fase del procedimento davanti alla Corte d’Assise, rinviato all’11 settembre. All’udienza di oggi era previsto l’esame della criminologa Roberta Bruzzone, consulente di parte civile: l’audizione è stata però rinviata per un impedimento. Bruzzone ha redatto una perizia psicologica su Emiliano Volpe, il 19enne romano imputato per istigazione al suicidio, nella quale sostiene che i messaggi inviati a Prospero, con gli incoraggiamenti a ingerire le pasticche, siano stati decisivi nel determinare la morte del giovane.
Imputato Volpe ha invece rinunciato all’esame davanti alla Corte. La scelta è stata comunicata dai suoi difensori nel corso dell’udienza. Il 19enne potrà comunque rendere dichiarazioni spontanee nelle prossime fasi del processo. Non era presente in aula il 18enne di Afragola accusato di aver venduto a Prospero le sette pasticche di ossicodone. Il giovane, che per la cessione dell’Oxycontin ha patteggiato in un altro procedimento la pena di otto mesi, era stato citato come testimone dalla difesa di Volpe. I legali dell’imputato hanno poi rinunciato alla sua deposizione.
Processo L’udienza di questa mattina si è quindi chiusa in pochi minuti. Alla ripresa, l’attenzione sarà ancora concentrata sul valore probatorio delle chat e sulla possibilità di dimostrare un rapporto diretto tra quelle conversazioni e la decisione di Prospero di togliersi la vita.
