di Francesca Marruco
«Con 15mila euro il giudice ci fa vincere la causa. E gradirebbe anche una buona bottiglia di rosso». A raccontare di come Rosa Federici raggirasse i suoi clienti ci pensa uno dei suoi ex clienti, che poi, scoperto quello che non esita a definire «teatrino», l’ha denunciata. Facendo lievitare fino a 16 i procedimenti penali in cui il noto legale, originaria di Foggia finita agli onori della cronaca per tutte le denunce per truffa che ha ricevuto, è implicato.
Il millantato credito In questo caso però, diversamente dagli altri in cui chiedeva soldi ai clienti senza mai far progredire le cause raccontando loro cose completamente diverse, si è spinta troppo oltre. E il millantato credito, a differenza della truffa, prevede la misura cautelare. Era il novembre dello scorso anno quando l’avvocato Rosa Federici venne messa ai domiciliari. Poi arrivò il giorno del suo interrogatorio di garanzia e, dopo aver fatto scena muta davanti al gip, il legale si fece intervistare da Umbria 24. Solo che questa intervista le costò il carcere, visto che, in quanto ristretta ai domiciliari, aveva il divieto di comunicazione con terze persone.
Giudizio immediato Adesso per quell’indagine, per lei si sta celebrando un giudizio immediato per millantato credito, e patrocinio infedele. E giovedì mattina in aula l’ex cliente che insieme alla madre l’ha denunciata, ha ripercorso tutte le tappe della storia. SI rivolsero a lei per una questione immobiliare persa col Tar che volevano impugnare al Consiglio di Stato. Ma il giorno della presunta udienza, l’avvocato Federici non fece salire i suoi assistiti dicendo loro che era meglio se attendevano fuori, come secondo le altre persone che l’hanno denunciata per truffa, avrebbe fatto anche con loro.
La testimonianza «La Federici – ha raccontato il testimone in aula – disse che anche la controparte non era entrata e soprattutto che era andato tutto bene . Che avevamo vinto. Il suo volto non sembrava sereno ma ci rassicurò». La doccia fredda arriva quando qualche giorno dopo, controllando sul sito, scoprono che la causa l’avevano persa. La Federici a quel punto disse loro che era «un refuso sul sito», tanto che li invitò a «chiamare il giudice, vi spiegherà». Dette loro anche un numero di telefono, ma i clienti non lo usarono mai, e ad un certo punto scoprirono che in realtà era di un familiare della Federici.
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Magistrato parte civile Il consigliere di Stato quello vero invece era ovviamente all’oscuro di tutto e anzi poi si è costituito parte civile contro la Federici. E giovedì mattina era in aula con l’avvocato Francesco Caroleo Grimaldi. La Federici ai suoi clienti aveva detto di avere «un collegamento privilegiato» e di poter «comnicare» con il consigliere «attraverso i suoceri del fratello», perché «entrambi pugliesi».
L’accusa Non solo, l’avvocato, non nuovo a sceneggiate del genere, in presenza della cliente e di alcuni suoi familiari, avrebbe «simulato chiamate e colloqui con il consigliere», e li avrebbe anche «convinti che la sua strategia difensiva era supportata e monitorata dal consigliere in persona». E la «strategia», altro non era che «la somma di 15000 euro in contanti», utile a «procurarsi il favore del consigliere» e «garantire un buon esito del ricorso proposto». Non solo, l’avvocato Federici, già radiata per un anno dal consiglio nazionale forense e sospesa a tempo indeterminato dall’ordine regionale degli avvocati dell’Umbria, ha anche «rassicurato la cliente che era occupata di consegnare personalmente la somma prima dell’udienza».
La storia Questa è solo l’ultima delle truffe che l’avvocato Rosa Federici avrebbe posto in essere contro molti suo clienti. Tutte quelle denunce erano confluite in un unico fascicolo spostato a Foggia per competenza territoriale. Nel corso del tempo, contro l’avvocato Rosa Federici, si sono susseguite denunce su denunce, di gente che, tratta in inganno, aveva pagato cifre esorbitanti al legale pensando che lei stesse facendo i suoi interessi, invece non faceva neanche le azioni basilari di un difensore. Dopo la prima ondata di denunce, divenute di dominio pubblico grazie a servizi televisivi, altri giornalisti hanno documentato che la Federici continuava ad esercitare la professione legale pur essendo stata radiata dal consiglio nazionale forense. Si torna in aula il 28 ottobre per il suo esame.
