Anche il terzo uomo, come gli altri due, è stato rintracciato nel Lazio. Così si sarebbe chiuso il cerchio della banda dei colpi alle aree di servizio. Come quelli dello scorso febbraio a Sant’Egidio e a Collestrada. Nel pomeriggio di giovedì, il cittadino di origini albanesi, è stato raggiunto da un’ordinanza cautelare, emessa dal gip del tribunale di Velletri con l’accusa di furto aggravato e continuato, coltivazione e detenzione di sostanza stupefacente tipo marijuana e detenzione di armi clandestine.
La cronaca Il 32enne è gravato da precedenti di polizia ed irregolare sul territorio nazionale è sfuggito alla cattura lo scorso 28 giugno, quando sono stati arrestati gli altri due, ma è stato rintracciato nel pomeriggio di giovedì in un’abitazione ad Aprilia (Latina), dai poliziotti della squadra Mobile di Perugia e Roma e della Stradale locale. I tre albanesi sono accusati di ventuno furti consumati e tentati di notte tra il luglio 2020 e aprile 2021, ai danni di esercizi nelle aree di servizio e in centri commerciali in Umbria e nel Lazio. I bottini sono sostanzialmente tagliandi gratta e vinci, tabacchi, valori bollati e denaro per circa 200.000 euro. Nelle loro abitazioni sono stati trovati attrezzi atto allo scasso, biglietti gratta e vinci, merce di provenienza furtiva, una riproduzione di una pistola semiautomatica a salve, abilmente occultata all’esterno di una delle abitazioni, due proiettili cal 9 corto, nonché, circa, 1000 piante di marijuana, parte delle quali, giunte a maturazione, già stoccate in essiccazione, in attesa d’essere immesse sul mercato clandestino degli stupefacenti. E’ stata trovata anche vasta piantagione di marijuana, attrezzature idonee alla coltivazione. I tre cittadini albanesi sono attualmente ristretti al carcere di Capanne.
