La temperatura dell’acqua nel pozzo privato di San Martino in Trignano è scesa dai recenti 34 gradi a 27, anche se il tra il 6 e il 7 dicembre si erano misurati anche 50 gradi. La novità, teoricamente positiva, è stata resa nota dal Comune che martedì mattina, come ormai da una decina di giorni a questa parte, è tornata nell’abitazione di Spoleto in cui si è verificata l’anomalia termica.
Nuovi prelievi: fotogallery
Silenzio sismico e studio del 2002
Nuovi prelievi Arpa e Unipg Al fianco della responsabile della Prociv comunale, la dottoressa Stefania Fabiani, anche i tecnici dell’Arpa e alcuni geologi dell’Università di Perugia, che già avevano partecipato al summit allargato a tutti i soggetti e le autorità competenti. Qui sono stati compiuti nuovi prelievi dell’acqua che saranno sottoposti a ulteriori analisi nell’ambito dell’attività d’investigazione coordinata dal Comune in collaborazione anche con l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che fin dall’inizio è impegnato a Spoleto con la ricercatrice e coordinatrice Fedora Quattrocchi.
Summit in Prociv: fotogallery
Super esperti Ingv al lavoro: fotogallery
Scende la temperatura La diminuzione della temperatura ha spinto l’Arpa a installare all’interno del pozzo un data logger, ossia un dispositivo che permette tra le altre di tenere costantemente sotto controllo la temperatura dell’acqua, al pari del livello dell’acqua, salito di 70 centimetri domenica. In una nota del Comune si legge: «Per avere un monitoraggio più preciso dell’area effettivamente coinvolta sono in programma altre misurazioni delle temperatura in altri pozzi nelle aree vicine, affidata a un’equipe di esperti tra cui membri di Ingv, del dipartimento di Fisica e geologia dell’Unipg e Arpa Umbria».
