di Chiara Fabrizi

Pianificava una strage a scuola come quella del 1999 alla Columbine high school (Colorado). Un 17enne di Umbertide (Perugia) è stato arrestato con l’accusa di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltreché per detenzione di materiale con finalità di terrorismo.

Il ragazzino, che nelle prossime ore sarà trasferito all’Istituto penale minorile di Firenze, era già stato iscritto nel registro degli indagati nell’ambito di un’altra indagine e la sua abitazione di Umbertide era stata già perquisita nel luglio scorso dai carabinieri del Raggruppamento operativo speciale. Gli stessi militari sono impegnati dalle prime luci dell’alba in una nuova perquisizione dell’abitazione di Umbertide in cui il minorenne, che ha da poco compiuto 17 anni, vive con la famiglia.

In base a quanto emerge il 17enne arrestato a Umbertide avrebbe manifestato l’intento di organizzare una sparatoria in un liceo della provincia di Pescara, territorio di cui è originario, ma in cui non viveva più. Oltre a manuali su sostanze chimiche e batteriologiche, il ragazzino avrebbe fatto più volte riferimento a un’arma da stampare, e quindi fabbricare, con la tecnologia 3D e quindi in grado di superare i controlli tradizionali con i metal detectore. L’indagine coinvolge altri sette minorenni tutti destinatari di decreti di perquisizione che i militari del Ros hanno eseguito tra Teramo, Pescara, Bologna e Arezzo, a carico di altri minorenni indagati.

Originario della provincia di Pescara, l’adolescente è stato preso all’alba nell’ambito dell’operazione “Hate”, ossia “Odio”, coordinata dalla Procura per i minori di L’Aquila che, nel corso delle indagini, ha portato al sequestro di documenti utili all’impiego di sostanze sia chimiche che batteriologiche e alla fabbricazioni di armi. Secondo gli inquirenti il gruppo di minorenni, gli indagati sono complessivamente otto, esaltava le azioni dei “mass shooters”, vale a dire autori di stragi con un elevato numero di vittime. Tra questi Anders Behring Breivik che nel novembre 2011 ha compiuto il massacro di Oslo e Utoya, uccidendo 77 persone, tra cui moltissimi giovani. Ed è in questo quadro che gli investigatori hanno “registrato” l’esplicito intento di compiere una strage scolastica ispirata alla Columbine, a cui sarebbe dovuto seguire il suicidio degli autori.

Tutti i minori coinvolti sono risultati integrati in quello che viene definito «un ecosistema virtuale transnazionale, composto da gruppi e canali social di matrice neonazista, accelerazionista e suprematista». Gli adolescenti, quindi, sono stati considerati dagli inquirenti «particolarmente sensibili alla carica istigatoria del materiale ideologico condiviso e alla fascinazione per la violenza e l’estremismo». 

In particolare, viene contestato il reperimento e la diffusione di manuali contenenti istruzioni dettagliate per la fabbricazione di congegni bellici e armi da fuoco. Tra i documenti sequestrati manuali di sostanze sia chimiche che batteriologiche pericolose e vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali. Il giovanissimo aveva anche acquisito informazioni per la fabbricazione di armi con tecnologia 3D e per la preparazione del perossido di acetone (Tatp), ossia la sostanza impiegata nelle stragi di Bruxelles e Parigi, soprannominata la “madre di Satana”.

Il 17enne aveva contatti col gruppo Telegram “Werwolf Division” che propaganda contenuti legati alla superiorità della “razza ariana”, nonché sulla costante glorificazione di mass shooters. Non solo Breivik sarebbe stato elevato a “santo”, ma anche Brenton Tarrant, autore degli attentati alle moschee di Christchurch avvenuti il 15 marzo 2019.

Oltre alla galassia neonazista e suprematista, il 17enne abruzzese trapiantato a Umbertide si considerava anche un incel, ossia un giovane involontariamente celibe. In questo quadro, l’adolescente avrebbe partecipato attivamente anche a piattaforme maschiliste, perché molti incel colpevolizzano le donne della loro incapacità di avere una partner. Oltre a inneggiare Breivik e Tarrant, il minorenne avrebbe anche manifestato apprezzamento per i femminicidi compiuti da Angelo Izzo e Filippo Turetta.

Il caso del 17 enne «è la conferma che noi dobbiamo considerare il tema dei social con grande attenzione, probabilmente anche lavorando con le grandi compagnie, con i vari gestori di queste reti per trovare insieme delle soluzioni, perché non c’è soltanto il divieto per i minori», ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

A sostenere che «il contrasto esclusivamente punitivo non può risolvere problemi gravi» come «la diffusione di contenuti neonazisti tra i giovani, la normalizzazione dell’odio e l’esaltazione della violenza che si sviluppa nella solitudine e in spazi digitali chiusi», è stato l’assessore regionale all’istruzione e al welfare Fabio Barcaioli. Per lui «servono strumenti educativi capaci di intercettare il disagio, servono alternative e relazioni solide prima che fragilità e isolamento sfocino in gesti estremi» contro i quali «scuola, servizi territoriali e comunità educanti costituiscono il primo presidio contro la radicalizzazione». In questo quadro, Barcaioli sostiene che «l’Umbria sta rafforzando il suo sistema educativo» con la «Regione che ha deciso di investire 22 milioni del Fondo sociale europeo in interventi che vanno dalle comunità educanti alla mobilità scolastica, fino ai progetti culturali e di educazione alle emozioni, come “Vince l’amore” o i “Viaggi della Memoria”, fondamentali – dice – per plasmare una coscienza critica». L’assessore, poi, in ottica prevenzione guarda anche ai «patti educativi in corso di approvazione che collegano scuole, Comuni, famiglie e Terzo settore, creando una rete stabile capace di sostenere i ragazzi e intercettare il disagio prima che diventi isolamento o violenza».

Particolarmente colpita dalla notizia dell’arresto del giovane con intenti stragisti a scuola, l’intera comunità di Umbertide e dell’Alto Tevere: «Come amministrazione esprimiamo il nostro più sentito ringraziamento alle forze dell’ordine per la brillante operazione eseguita e come sempre abbiamo fatto e faremo la nostra parte rimanendo a disposizione per gli eventuali sviluppi, vista la gravità dell’accaduto», è scritto in una nota della giunta comunale di Umbertide guidata dal sindaco Luca Carizia.

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