Quando sono arrivati i poliziotti, l’uomo era seduto sul bordo del terrazzo con i piedi ciondoloni nel vuoto. Non era la prima volta che il 50enne perugino minacciava il suicidio dopo aver litigato in maniera furibonda con la moglie. Stavolta c’è voluta tutta la professionalità degli agenti e anche la mediazione della figlia maggiore per ricondurlo alla ragione e convincerlo a scendere.
Lite violenta Erano circa le 23 di domenica quando una donna, perugina di 45 anni, ha chiamato il 113 chiedendo di intervenire in una villetta monofamiliare in zona Corciano. Il litigio si era innescato per motivi di gelosia e il marito, preso da una collera incontrollabile, aveva iniziato rompere qualsiasi oggetto che gli fosse capitato a tiro, distruggendo suppellettili e stoviglie, elettrodomestici e strappando le foto di famiglia. In effetti, l’interno della casa era totalmente a soqquadro. Alla scena avevano assistito anche le due figlie della coppia di 24 e 17 anni.
«Mi butto di sotto» Dell’uomo, però, nessuna traccia in casa e la preoccupazione dei familiari era che potesse tornare a tentare il suicidio, come già avvenuto due anni fa a seguito di un’altra violenta discussione. Da allora, il 50enne era in cura. Le ricerche di dove fosse, hanno portato i poliziotti a trovarlo proprio in terrazzo, ancora accecato dall’ira, mentre inveiva contro la moglie minacciando di buttarsi di sotto. Fatta allontanare la donna, è iniziata la lunga “trattativa”. Alla fine, l’uomo ha ceduto ed è tornato in casa. Da qui è stato poi accompagnato in ospedale dal personale del 118 ed è ora ricoverato per le cure del caso.
