Il tribunale penale di Perugia (Foto F. Troccoli)

di Fra. Mar.

Resta in carcere il congolese 22enne arrestato dai carabinieri della compagnia di Perugia per violenza sessuale lo scorso 19 maggio con l’accusa di aver stuprato la fidanzata ventenne nel suo appartamento di via eugubina. Lo hanno deciso i giudici del tribunale del Riesame dopo l’udienza di venerdì scorso. Davanti al collegio composto dai giudici Restivo, Verola e De Robertis, il congolese, difeso dagli avvocati Francesco Arena e Carla Archilei ha tentato nuovamente di discolparsi come già fatto col gip Luca Semeraro, ammettendo un rapporto sessuale, avvenuto il giorno prima,  ma negando la violenza.

Ma il pubblico ministero che lo ha fatto arrestare in flagranza di reato, aveva risentito la giovane vittima e ha prodotto un nuovo verbale in cui la ventenne perugina ribadisce le sue accuse al suo fidanzato e la sua versione dei fatti. Ovviamente il magistrato Gemma Miliani si è opposta alla richiesta di scarcerazione e i giudici hanno sposato la ricostruzione dell’accusa e della ragazza.

Il congolese aveva già raccontato di essere rientrato nell’appartamento in cui lo hanno trovato i carabinieri insieme alla fidanzata dopo una notata passata in un locale. Poi, questo il suo racconto, lei gli avrebbe fatto una scenata di gelosia e alla fine, sarebbero venuti alle mani. Ma lui nega di averla violentata e precisa di aver avuto un rapporto con lei il pomeriggio precedente. Dice di non averle chiesto nessun rapporto sessuale. Ma lei è stata categorica: «Io non ero consenziente, ma avevo paura di essere picchiata».

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