Sedici anni di carcere. Questa la condanna sollecitata in aula dal procuratore aggiunto Gennaro Iannarone per Gian Paolo Coresi, il ristoratore folignate che nel gennaio 2025 è stato arrestato con 65 kg di cocaina dalla Guardia di finanza. Arriva alle battute finali, dunque, il processo con rito abbreviato per il 47enne considerato dagli inquirenti il custode della droga difeso prima dall’avvocato Daniela Paccoi e ora da Benedetto Marzocchi Buratti. La sentenza del gup Simona Di Maria è attesa nelle prossime ore.
Il ristoratore folignate è stato arrestato dopo un inseguimento sulla Flaminia ed è accusato di aver trasportato, detenuto e nascosto 65 chili di cocaina. Il valore della droga sequestrata ammontava a circa due milioni di euro sul mercato all’ingrosso, ma una volta tagliata e immessa nelle piazze di spaccio avrebbe potuto fruttare almeno sei milioni di euro.
Coresi, incensurato e titolare di un’attività regolare, tuttora detenuto in carcere, è sospettato di avere fatto da corriere e custode per un’organizzazione criminale albanese (identificati sette presunti membri, per i quali si procede separatamente) per trasportare droga in varie città d’Italia, oltre che di una serie di episodi di spaccio. La droga venne scovata in parte nel controsoffitto della sua pizzeria a Foligno, in parte nel garage e perfino in una buca scavata nel cortile di un’abitazione del padre. Coresi rischia una condanna molto pesante. Gli viene contestato, tra l’altro, anche l’uso indebito di un telefonino in carcere. In caso di condanna avrà lo sconto di un terzo della pena.
