Poliziotti in azione nel centro storico (foto Fabrizio Troccoli)

«Venite, dei ragazzini stanno imbrattando un portone in piazza Piccinino». Questa la segnalazione arrivata nel pomeriggio di giovedì alla questura di Perugia, che ha messo da qualche tempo nel mirino la zona di Porta Sole. Arrivati sul posto, gli agenti hanno trovato solo sette ragazzini, sei dei quali minorenni, che sono stati identificati, controllati e riaffidati ai genitori. Il pattugliamento dell’area, «che si rivela – osserva la questura – di grande importanza come strumento deterrente, andrà avanti anche nei prossimi giorni. Quello delle scritte sui muri e dei writers o graffitari è di certo tra i fenomeni che maggiormente contribuiscono ad aumentare la percezione di degrado nel tessuto cittadino. Palazzi imbrattati da simboli e immagini realizzate sulle facciate degli edifici, ma anche dei vagoni ferroviari e dei mezzi pubblici sporcano non solo ciò su cui insistono ma l’immagine stessa ed il decoro urbano». Sempre in centro storico gli agenti hanno identificato un tunisino classe 1981, incensurato, che una volta visti i poliziotti ha provato ad allontanarsi. Addosso aveva una modesta quantità di hashish (meno di due grammi). Accompagnato in questura per l’identificazione, i poliziotti hanno deciso di avviare le procedure di espulsione.

Rimpatriati A qualche chilometro di distanza invece, all’aeroporto «San Francesco», un albanese di 23 anni in arrivo allo scalo è stato respinto alla frontiera dalla polizia, nell’ambito dell’attività di contrasto all’immigrazione clandestina. Il giovane era senza documentazione attestante scopo e condizioni di soggiorno in Italia. Il ventitreenne, in arrivo da Tirana, era in possesso di duemila euro e al controllo di polizia ha esibito un passaporto albanese dichiarando di essere in Italia per la compravendita di auto. Il problema però è che era privo di un biglietto aereo di ritorno, di qualsiasi prenotazione alberghiera e di documenti che attestassero la sua attività. Alle domande riguardo il suo programma di viaggio, ha inoltre risposto di volersi fermare a Bologna per due giorni da un connazionale, risultato ai controlli pluripregiudicato per furto e prostituzione. Alla luce di quanto emerso, il giovane è stato respinto. Intanto, nei giorni scorsi, un cittadino sloveno è stato espulso e immediatamente rimpatriato dalla frontiera di Trieste. L’accompagnamento è stato disposto, in esecuzione di una misura di sicurezza, appena l’uomo è uscito dal carcere di Perugia dove aveva finito di scontare una lunga pena detentiva per una serie di furti. Da Capanne è stato prelevato, in esecuzione di una misura alternativa alla detenzione, anche un albanese che stava scontando una condanna per commercio di stupefacenti. Infine un nigeriano, sottoposto a controllo nella sua abitazione di via del Macello, nell’ambito dei servizi straordinari sul territorio in atto a Fontivegge, è risultato irregolare sul territorio nazionale e gravato da più reati, ed è stato quindi accompagnato in un Cie del Sud Italia per essere poi rimpatriato.

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