di Fra. Mar.

Non pensava che quel ragazzo «simpatico e piacevole» avrebbe potuto farle tanto male. «Mi offrì una sigaretta fuori dal Cantiere 21, poi mi invitò a fare colazione in un bar e non ci vidi niente di male». «Finché mi sono ritrovata nel buio più assoluto». Inizia così il racconto della studentessa, allora ventunenne, stuprata da un benzinaio di Corciano, di poco più grande di lei. Per due ore la giovane, parte civile con l’avvocato Matteo Gianbartolomei, ha ricostruito quella notte tremenda in cui credette di morire davanti ai giudici del tribunale collegiale.

Il racconto Era quasi Natale. Era la notte del 23 dicembre 2011 e la ragazza lavorava come ragazza immagine al Cantiere 21. Incontrò il suo carnefice all’ora dell’aperitivo. Li aveva presentati un altro amico comune. Poi incontrò di nuovo Matteo nel locale, e quando lui le chiese di andare a fare colazione insieme lei accettò. Ma invece del bar, Cincini, imboccò una strada appartata verso Taverne di Corciano. Fermò l’automobile e prima picchiò, poi violentò la giovane. Lei provò a difendersi, lo ha raccontato anche ai giudici, ma contro la forza e la violenza di lui, le ruppe anche il setto nasale,  non poté nulla.

In carcere Dopo averla violentata l’ha riportata indietro al locale, e lì è stata soccorsa dagli amici che l’avevano accompagnata al pronto soccorso. Era rimasta ricoverata qualche giorno. Poche ore dopo, il giorno della vigilia di Natale, gli uomini della squadra mobile avevano arrestato il benzinaio, che si trova ancora dietro le sbarre di una cella. Il processo riprenderà a febbraio del prossimo anno.