L'arma e la foto dell'accusato (foto Umbria24)
L’arma e la foto dell’accusato (foto Umbria24)
L’arma e la foto dell’accusato (foto Umbria24)

di Francesca Marruco

Avrebbe sparato al trans al culmine di una lite scaturita per motivi legati alla droga. Per questo un cameriere marocchino 49enne, Z.D., è stato fermato dalla squadra mobile della polizia di Perugia con l’accusa di tentato omicidio. Il fatto si è verificato il 5 gennaio scorso: un transessuale brasiliano 25enne chiama la polizia e dice di essere stato ferito da un colpo d’arma da fuoco. Mentre viene portato in ospedale e ricoverato con una prognosi di venti giorni per una ferita all’inguine, ai poliziotti racconta che a sparargli sarebbe stato un cliente italiano con cui aveva avuto poco prima una discussione in casa sua e che dopo l’aggressione lo aveva riaccompagnato in strada.

FOTOGALLERY: L’ARMA E L’UOMO ARRESTATO

La strana storia   La storia risulta subito strana agli agenti della squadra mobile, ma, non appena è possibile far spostare il trans dal letto d’ospedale, gli chiedono di accompagnarli nell’abitazione in cui sarebbe avvenuta l’aggressione. E il 25enne, che la sera del cinque gennaio si stava prostituendo in via Dottori, li accompagna nell’appartamento del marocchino. Gli dice che troveranno un proiettile nel divano e altri segni della colluttazione. Ed infatti gli agenti della mobile diretta da Marco Chiacchiera trovano tutto: l’ogiva conficcata nel divano, un buco su una porta a vetri provocato dal proiettile che ha ferito il trans e anche del sangue.

La pistola   Ma l’elemento di maggior rilievo è la pistola che i poliziotti trovano nell’appartamento: una Beretta, calibro nove,  con la matricola ‘punzonata’ e col silenziatore. Un’arma che, secondo quanto riferito dal vice questore Chiacchiera e dal nuovo dirigente dello Sco, Piero Corona, era in dotazione alle forze dell’ordine vent’anni fa. La pistola, detenuta irregolarmente, è probabilmente rubata, ma al momento, non è stato possibile risalire alla sua provenienza visto il modo in cui è stata ‘cancellata’ la matricola. Non abrasa, come molto spesso avviene per le armi rubata, ma ‘punzonata’ con la punta di un trapano, in modo che neanche la polizia scientifica potrebbe riuscire a riesumarla. Cosa un cameriere 49enne, regolare in Italia da 23 anni, possa fare con una pistola di questo tipo, con 32 munizioni in casa, e un grosso silenziatore, è ora al centro di un’ulteriore indagine della mobile. Da stabilire anche se da questa arma possano essere partiti colpi legati ad altri delitti.

Il silenziatore  «In tanti anni di lavoro – ha detto Chiacchiera – non avevamo mai visto un silenziatore fatto così bene e di tali dimensioni». E quest’arma impone ulteriori accertamenti. Il trans lo aveva detto ai poliziotti, «il mio cliente mi ha sparato con una pistola lunga, tipo western». Nessuno inizialmente aveva dato credito al suo surreale racconto che narrava di un cliente che prima gli spara, in casa sua, e poi lo riporta nella strada in cui si prostituiva.

Il sangue in casa   Invece, dimostreranno poi le indagini della mobile di Perugia, coordinate dal pm di turno Gemma Miliani che i fatti erano andati proprio in questo modo. Certamente i poliziotti non si aspettavano di trovare proiettili, sangue e arma nella casa del cameriere, che proprio sul possesso della pistola avrebbe fornito spiegazioni «inverosimili».  E proprio per il possesso della pistola l’uomo è stato arrestato. Per il tentato omicidio è stato invece operato un fermo di polizia giudiziaria.

Il diverbio per la droga   Sui motivi che avrebbero  spinto il marocchino a sparare al trans poi si apre uno spaccato di questa parte di società a dir poco sconcertante. La lite tra i due sarebbe scaturita perché il marocchino avrebbe «bypassato» il trans nell’acquisto di cocaina, per ‘condire’ la serata.  Ogni trans, si sa, ha un pusher abituale da cui si rifornisce nel caso in cui il cliente, oltre alla prestazione sessuale, voglia anche consumare stupefacente. In questo caso, secondo quanto ha riferito lo stesso marocchino, il trans si sarebbe  arrabbiato perché l’uomo aveva comprato roba di scarsa qualità.

Non voleva  Al pm che lo ha interrogato il cameriere ha detto di non aver voluto ferire il trans. Il colpo sarebbe partito durante una colluttazione. Dopo che lui, puntandogli la pistola alla pancia gli avrebbe detto: « Guarda che ti sparo». E prima di sparare un altro colpo contro il divano, ‘ a scopo dimostrativo’. Proseguono le indagini della mobile.