La polizia nelle vie del centro (foto F.Troccoli)

di F. M.

Arriva la bella stagione e i parchi si riempiono sempre di più di bambini, di anziani, e di amanti della natura. Purtroppo però, i parchi sono anche luogo di spaccio, e di consumo di stupefacente. Per questo la questura ha disposto mirati servizi di prevenzione nei parchi cittadini.

Due in manette E’ durante uno di questi controlli che due tunisini sono stati arrestati dalla squadra volante della questura di Perugia per spaccio di droga nel parco S. Anna.

La segnalazione L’intervento di martedì pomeriggio è nato in seguito ad una chiamata al 113 da parte di una residente che segnalava in via Palestrina, non lontano dal parco di Sant’Anna, uno strano movimento di maghrebini forse dediti allo spaccio, che entravano e uscivano dal bar Bora Bora, dopo aver ricevuto telefonate al cellulare.

Già sul posto  Sul posto erano già in azione gli agenti delle volanti che agli agenti del Reparto Prevenzione Crimine stavano effettuando, nell’ambito di una attività programmata,  proprio mirati servizi in prossimità dei parchi urbani.

Beccati e arrestati I poliziotti, dopo accurate ricerche,  hanno intuito che i due si erano rifugiati dentro un vicino bar, dove li hanno rintracciati tranquillamente seduti in un tavolo del retro. Colti di sorpresa dall’arrivo dei poliziotti, uno dei due maghrebini ha tentato di disfarsi di un pacchetto di sigarette con all’interno quattro involucri contenenti eroina per 2,4 grammi complessivi;   l’altro nordafricano, subito immobilizzato e perquisito, aveva in tasca un involucro di cellophane contenente 5,8 grammi di eroina.

Telefoni e sim Oltre allo stupefacente la polizia ha anche sequestrato cinque telefoni cellulari e sette schede sim che i due utilizzavano per i contatti coi clienti.

Identificati Condotti in Questura per gli adempimenti di rito, venivano quindi successivamente fotosegnalati e dai riscontri AFIS emergevano le esatte generalità dei due: il primo risulta essere J. K. tunisino del 1979 senza fissa dimora con svariati precedenti per stupefacenti, mentre il secondo veniva identificato per H. A. connazionale del 1981, anch’egli senza fissa dimora e con numerosi precedenti per reati inerenti gli stupefacenti.