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Polizia al lavoro (Foto F. Troccoli)

Ha detto di essere stata aggredita da uno straniero sul portone di casa, che l’uomo aveva tentato di usare violenza su di lei e l’aveva ferita. Invece era tutta una sua invenzione, dovuta al suo stato psicologico. E’ accaduto a una studentessa di fuori Perugia, come riporta il Corriere dell’Umbria.

I fatti Tutto è partito da una chiamata al 113 da parte di una studentessa: agli agenti della squadra mobile intervenuti successivamente sul posto, la ragazza ha raccontato, lunedì pomeriggio, di essere stata appena aggredita: uno straniero l’avrebbe spinta dentro casa (lei stava uscendo) e con un coltello le avrebbe procurato una serie di ferite sulle braccia, oltre a tagliarle i vestiti. Poi avrebbe preso 50 euro e sarebbe fuggito. Gli investigatori, dopo averla accompagnata all’ospedale, hanno iniziato a vagliare il suo racconto, da cui sono emerse diverse incongruenze. Alla fine è stata lei stessa a confessare: «Mi sono inventata tutto». I motivi? Un momento particolare: un esame universitario da superare, la pressione psicologica. Ostacoli talmente grandi da generare una storia più grande di lei.