di Maurizio Troccoli e Ivano Porfiri

Dopo i contro Gheddafi in piazza a Perugia è stata la volta dei pro Raìs, che si sono mobilitati con rabbia brandendo foto del loro leader e bandiere verdi. E intanto in Umbria viene definito il piano per l’accoglienza dei profughi.

La manifestazione Gli studenti si sono riuniti in piazza IV Novembre per poi sfilare lungo corso Vannucci scortati dalle forze di polizia. I manifestanti hanno esposto foto del leader libico e urlato slogan contro i bombardamenti e, in particolare, contro il presidente francese Nicolas Sarkozy, il primo ministro italiano Silvio Berlusconi e il presidente americano Obama. Esposte numerose bandiere verdi, simbolo della rivoluzione di Gheddafi. Il corteo risponde cosi’ a quello dei libici avversi al regime del Rais che hanno manifestato a Perugia lunedi’ pomeriggio.

Accuse contro Berlusconi, Sarkozy e Obama Slogan contro Sarkozy, Obama e Berlusconi, colpevoli a loro avviso di essere i protagonisti dei bombardamenti Nato. Al grido «Sakozy bastardo», «Berlusconi assassino», hanno attraversato le vie del centro.  Alle telecamere di Umbria 24 alcuni manifestanti hanno detto di «non comprendere come possa fare Berlusconi ad invitare e chiamare amico Gheddafi per poi bombardarlo poco dopo». C’è chi ha aggiunto «La Libia non esiste senza Gheddafi», altri ancora:«Perchè i francesi ci stanno facendo questo?» E poi: «E’ soltanto una questione di interessi vogliono il nostro petrolio». Ai libici contro Gheddafi rivolgono l’accusa di essere coloro«che stanno consegnando il paese ai francesi e agli altri. Non sono libici veri, hanno venduto la loro terra. Non è vero che Gheddafi ammazza la gente». Altri ancora: «Berlusconi ha fatto questo per essere amico di Berlusconi, di Obama, di Sarkozy, ma Gheddafi è venuto qui per fare un contratto con l’Italia sotto gli occhi di tutto il mondo». Infine cori e slogan: «Down down Sarkozy! down down Berlusconi!». E non è mancato chi davanti alle telecamere e ai fotografi manifestava il proprio attaccamento al Rais baciando i cartelli che lo riproducevano.

Il piano profughi Emergono le prime indiscrezioni sul piano che la Regione e le prefetture, insieme a tutte le altre istituzioni e alle associazioni di volontariato, stanno predisponendo per accogliere i profughi secondo gli accordi con il ministero dell’Interno. Da quanto riportano i quotidiani locali per il momento sono circa 400 i posti individuati, di cui circa 300 in provincia di Perugia (230-250 nel Perugino, 50 nel Folignate-Spoletino, 20 nell’Altotevere) e 100 in provincia di Terni. Di questi 250 verranno ripartiti nelle varie strutture della Caritas, gli altri tra i Comuni con oltre 15 mila abitanti che posseggono strutture adatte.

La Regione: nessun clandestino La Regione Umbria, come già anticipato nei giorni scorsi, precisa di non aver dato alcuna disponibilità – nel corso del vertice svoltosi ieri a Roma, a Palazzo Chigi tra governo e Regioni sull’emergenza profughi, al quale è intervenuta la vicepresidente della Regione Umbria –  ad accogliere cittadini extracomunitari in condizione di “clandestinità”. Tale decisione è stata determinata dall’assenza nel territorio regionale di alcun Centro di identificazione ed espulsione (Cie), non è dunque previsto l’arrivo in Umbria di “clandestini”. Così come definito nell’accordo tra governo e Regioni, anche l’Umbria accoglierà invece, gli eventuali profughi o cittadini oggetto di “protezione umanitaria”, nelle forme che sono state decise nel corso del recente “tavolo emergenza profughi”, convocato dalla presidente della Regione Umbria con i rappresentanti di Anci Umbria, Upi Umbria e la Caritas.

Nessun arrivo per adesso Gli eventuali invii in Umbria di profughi saranno in ogni caso decisi dal ministero degli Interni che, per il tramite delle prefetture di Perugia e Terni, informerà la Regione. Al momento, comunque, non vi è stata da parte del ministero alcuna comunicazione in merito. La Regione, assieme a Provincie, Comuni e la Caritas umbra sta comunque proseguendo nel lavoro di predisposizione del programma di accoglienza degli eventuali profughi che saranno assegnati  all’Umbria.

Lega: no ai profughi Intanto prosegue la polemica sul possibile arrivo di rifugiati. Il capogruppo della Lega in Regione, Gianluca Cirignoni si schiera decisamente contro.  «Aldilà delle interpretazioni di parte del capogruppo regionale di Rifondazione comunista,  ribadisco che la mia posizione sul tema dei profughi libici, come già espresso precedentemente è la seguente: no ai clandestini, sì all’accoglienza dei rifugiati in strutture predisposte allo scopo. In perfetta linea con quanto disposto dal Ministro Maroni». «No, quindi – ha aggiunto – all’ospitalità diffusa dei profughi libici in Umbria, come previsto dalla presidente Marini, perché una ripartizione capillare nella regione creerebbe problemi di controllo, anche in considerazione dei problemi di sicurezza connessi alla possibile presenza di estremisti islamici e terroristi».