Seguici su

Il maggiore Giovanni Cuccurullo

di Ivano Porfiri

Quando i carabinieri hanno trovato, nascosti in un armadio, 17 mila euro in contanti lei ha provato a giustificarsi: «Faccio la prostituta e un mio cliente mi regala diecimila euro al mese». Una bugia. I soldi, almeno questo credono i carabinieri della compagnia di Perugia, provengono dalla vendita ci circa mezzo chilo di cocaina. I militari hanno arrestato con l’accusa di spaccio tre persone: due 27enni di origine albanese e una giovane 24enne di rumena, regolarmente residenti in Italia e con precedenti specifici.

Due appartamenti I tre, secondo gli inquirenti – la conferenza stampa è stata tenuta dal maggiore Giovanni Cuccurullo e dalla tenente Lucia Dilio -, avevano pianificato una vera e propria centrale dello spaccio, utilizzando due appartamenti di cui usato come laboratorio in via Tosca 6. Il secondo, invece, in via Pergolesi, serviva per il deposito del contante ricavato dalla vendita dello stupefacente.

Via Pergolesi Il blitz dei carabinieri è scattato dopo ore di monitoraggio e pedinamenti in via Pergolesi. Dalla perquisizione i militari hanno visto spuntare fuori in mezzo a vari capi di abbigliamento e avvolti nella pellicola di cellophane, circa 17 mila euro suddivisi in banconote da vario taglio, nonché diversi cellulari, utilizzati per contattare sia fornitori che altri spacciatori di più basso livello, e un ulteriore mazzo chiavi.

Via Tosca Alla richiesta di spiegazioni riguardo quel nuovo mazzo di chiavi, i tre no rispondono. Tuttavia, in mano agli inquirenti ci sono gli elementi per risalire all’altro appartamento in via Tosca, zona Cortonese, dove viene trovata la cocaina: 14 involucri ben confezionati per un peso complessivo di 55 grammi, il materiale per il confezionamento e il taglio della droga, e un bilancino di precisione.