Vipera

Una donna ha chiamato terrorizzata da Ponte Pattoli dicendo che aveva trovato una vipera nell’armadio. Un’altra da Foligno chiedendo aiuto sempre per lo stesso motivo. In questi primi giorni di ondata di calore, a spaventare la gente, oltre a tutti i rischi legati alle temperature roventi, ci sono anche quelli dovuti agli animali, più o meno pericolosi, che sicuramente spaventano e possono essere portatori di problemi.

Tante richieste Lunedì i vigili del fuoco, dopo che domenica una famiglia aveva trovato una vipera sul divano di casa, sono intervenuti almeno una decina di volte tra Perugia, Foligno e Spoleto sempre per chiamate legate a sciami di api, o a presenza di vipere o comunque rettili nelle abitazioni. Immediato è scattato l’intervento dei vigili e in nessun caso, fortunatamente, le persone sono state punte o morse. A far più paura di tutto è ovviamente il morso della vipera.  Gli esperti consigliano in merito di:

1) Prevenire il morso. Durante le passeggiate in zone a rischio, evitare di spostare massi, tronchi o di mettere le mani in anfratti rocciosi, fra l’erba o nei cespugli. E’ sempre meglio, poi, ‘avvertire’ della nostra presenza muovendo l’erba con un bastone prima di passare o di sedersi. La vipera, infatti, morde quando colta di sorpresa;

 2) Chiamare immediatamente i soccorsi telefonando al 118, o recarsi nell’ospedale più vicino se ne esiste uno nei pressi;

 3) Evitare assolutamente di posizionare lacci o praticare incisioni nella sede del morso, o di cercare di aspirare o succhiare il veleno;

 4) Cercare di muovere il meno possibile l’arto colpito dal morso: se è la gamba, meglio evitare di camminare, se è il braccio, legarlo al collo per tenerlo fermo;

5) E’ sempre indicata la valutazione presso un servizio ospedaliero dove, anche grazie alla consulenza dei centri antiveleni, verrà impostata la terapia sintomatica più adatta al singolo caso, e si decideranno la tipologia e i tempi del monitoraggio clinico. A seconda della natura del morso e di come evolve l’avvelenamento, si va dalle 12 ore di osservazione, fino a diversi giorni di ricovero e trattamento.

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