Il tribunale penale di Perugia

Ha dato in escandescenze e per questo il giudice Narducci lo ha espulso dall’aula e ha sospeso l’udienza. Lui, un perugino di 43 anni è in carcere dal 24 dicembre scorso con le accuse di maltrattamenti in famiglia e minacce, che, dopo essere stato allontanato dall’aula, ha preso ad urlare a lungo contro gli agenti della polizia penitenziaria che alla fine sono riusciti a calmarlo.

Escandescenze A fare imbestialire l’imputato, difeso dall’avvocato Francesco Falcinelli, era stata una cosa detta dalla moglie che stava deponendo in aula dietro il paravento. La donna lo denunciò la sera dell’8 dicembre dello scorso anno quando lui aggredì lei e i loro bambini. In particolare, le accuse che gli muove il pm Gemma Miliani sono condensate nel capo d’imputazione.

Accuse L’uomo è accusato di maltrattamenti perché avrebbe «reiteratamente inveito contro lei durante banali discussioni con minacce e insulti lanciando suppellettili, manifestando gelosia ossessiva anche controllandola nei suoi spostamenti nonché aggredendola fisicamente con schiaffi, pugni e spinte» anche in presenza dei figli minori, arrivando ad aggredire anche loro «quando intervenivano in difesa della madre».

Aggressione In un’occasione aggredì la donna con un pugno in testa e prese per il collo il figlio di undici anni sbattendolo contro il muro e spingedo la figlia contro una porta. La donna e i bambini sono costituiti parte civile con l’avvocato Sara Bistocchi. Ma di parte civile ce n’è anche un’altra, ed è quella di un’amica della donna. Una persona minacciata dall’imputato convinto che sua moglie lo tradisse col fratello della donna, che adesso si è costituita parte civile con l’avvocato Laura Modena. La moglie in aula ha raccontato di non aver detto nulla in tredici anni ma di non averci pensato un attimo quando ha visto il suo uomo aggredire i suoi figli. L’imputato ha infine annunciato che farà lo sciopero della fame e della sete per essere scarcerato.

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