Il tribunale penale di Perugia (Foto F. Troccoli)

di Francesca Marruco 

Assolto per non aver commesso il fatto. Dopo più di cinque anni dall’omicidio di Beatriz Nilda Rodriguez, la prostituta che venne trovata morta il 10 agosto del 2009 a Pian di Massiano, l’unico imputato, Desposorio Mendocilla Guadalupe Dolores, un sudamericano di 43 anni processato a piede libero, è stato assolto con formula piena dopo appena 72 minuti di camera di consiglio della Corte d’Assise di Perugia. I giudici hanno anche revocato il divieto di espatrio per l’uomo, ormai del tutto libero.

Indagini L’uomo si era sempre detto innocente e dopo la lettura della sentenza ha parlato di fine di un calvario. Contro di lui c’erano le prove portate dal pubblico ministero Giuseppe Petrazzini, che aveva coordinato le indagini dei carabinieri del reparto operativo di Perugia, che però evidentemente non hanno convinto i giudici. All’ultima udienza hanno assistito anche il tenente colonnello Pierugo Todini e alcuni militari del nucleo investigativo di Perugia che portarono avanti l’indagine.

Difesa soddisfatta Soddisfazione all’uscita dal tribunale invece da parte dell’avvocato dell’imputato, Nicodemo Gentile, lo stesso che difende, tra gli altri, Rudy Guede e Salvatore Parolisi. Il pm aveva chiesto la condanna all’ergastolo

Il ritrovamento Beatriz Nilda Rodriguez venne uccisa in una stradina secondaria nei pressi di Pian di Massiano a Perugia la sera del 9 agosto 2009.
Per quel barbaro omicidio, la donna era stata uccisa con una coltellata al cuore, c’era stato solo un indagato: Desposorio Mendocilla Guadalupe Dolores, un 43enne originario dell’Equador, da anni residente a Perugia. Beatriz venne trovata morta la mattina del 10 agosto del 2009 in una stradina sterrata tra il percorso verde e l’autorimessa della Sulga. Secondo i rilievi che vennero eseguiti dai carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo di Perugia, Beatriz venne trascinata, presumibilmente dall’auto del suo assassino, tanto che il cadavere venne trovato senza una scarpa e tutto sporco di terra e polvere. Il suo assassino le ha trapassato il cuore con uno stiletto, e le ha rotto i denti, tanto l’ha stretta forte. Forse per non farla urlare.

La ricostruzione Beatriz era residente in Spagna, ma risultava essere venuta già in precedenza a Perugia per prostituirsi. Era arrivata nuovamente in Italia a fine giugno del 2009. Aveva ricominciato a vendere il suo corpo a Perugia. La sera in cui ha trovato la morte, era stata accompagnata dal protettore insieme a un’altra prostituta nei pressi della via in cui poi è stata uccisa. A dire che Beatriz salì in macchina dell’odierno assolto furono sia lui stesso in sede di interrogatorio che l’altra prostituta. Disse che Beatriz era salita in macchina dello stesso uomo che aveva visto la sera prima. Quell’uomo che non voleva rapporti sessuali dalla vittima, ma cercava un relazione con lei.

L’interrogatorio Quando Mendocilla venne ascoltato dal pubblico ministero Giuseppe Petrazzini ammise di aver visto la vittima quella sera, disse di essere stato con lei circa mezz’ora. «Anche in questa occasione Beatrice mi disse che aveva bisogno di guadagnare i soldi e non poteva venire con me – aveva raccontato Mendecilla -. Io non ho insistito e l’ho riportata nel medesimo posto dove l’avevo presa prima . Quando ho riportato Beatrice mi pare di ricordare che fosse presente sul posto un’altra prostituta». Ma quella sera Beatriz non tornò mai indietro. Lo ha raccontato la sua amica prostituta.

L’accusa L’autopsia ha stabilito che Beatriz è morta tra le 23 del 9 agosto e le 2 della notte successiva. Proprio intorno alle 23.30 è salita in una macchina in cui, secondo i riscontri investigativi e la ricostruzione dell’accusa, c’era l’imputato. E poi non ha più fatto ritorno. Anzi, nelle telecamere di sorveglianza della zona si vede anche il tragitto che l’auto su cui è salita ha fatto.

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