La Corte d'Appello di Perugia

di Fra. Mar.

Una palpatina o un fraintendimento? I giudici della Corte d’Appello di Perugia che hanno confermato la condanna a dieci mesi (pena sospesa) per un carabiniere accusato di violenza sessuale, hanno creduto alla prima ipotesi. Quella sostenuta da una donna che nel 2007 fu protagonista di un episodio controverso.

Il fatto La situazione è questa: c’è una porta pesante da aprire, c’è un uomo che la tiene aperta per far passare la donna e c’è lei che dice di essere stata ‘toccata’ proprio mentre passava. «Mi ha toccato, è violenza». «Si sbaglia, sarà stata la fondina della pistola», ribatte lui, che di mestiere fa il carabiniere.

In aula L’uomo, assistito dall’avvocato Luca Maori, in sette anni non ha mai cambiato versione, ribadendo sempre che probabilmente poteva essere stata la fondina dell’arma. Ma i giudici, nei due gradi di giudizio, non gli hanno creduto e venerdì pomeriggio, la Corte presieduta dal giudice Maria Rita Belardi, ha confermato la condanna in primo grado a 10 mesi di carcere dopo un’udienza celebrata a porte chiuse proprio per la delicatezza del caso.

Indagine d’ufficio All’epoca dei fatti, avvenuti nel 2007, la donna non fece neanche denuncia, ma si lamentò dell’accaduto col marito e col comandante della stazione in cui l’uomo lavorava e l’indagine partì d’ufficio. Adesso il pg Giuliano Mignini ha chiesto e ottenuto la conferma di una condanna sicuramente ‘dura’.

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