Il nuovo questore di Perugia, Nicolò Marcello d'Angelo

di Ivano Porfiri

Si è definito un poliziotto che «non ama stare chiuso in ufficio» il nuovo questore di Perugia, Nicolò Marcello D’Angelo, che si è presentato alla stampa. Cinquantasette anni, ha svolto la maggior parte della sua carriera alla squadra mobile di Roma, che ha diretto per sette anni.

In mezzo alla gente «Mi vedrete in mezzo alla gente – ha detto il nuovo questore -. Noi vendiamo sicurezza e dobbiamo riuscire a infonderla, pur senza militarizzare la città, in un momento in cui la percezione di sicurezza è sotto le scarpe». A Perugia è arrivato, succedendo a Sandro Federico, dopo aver guidato la questura di Latina. «Sono realtà molto diverse – ha spiegato -. Perugia ha i suoi problemi come la droga e l’immigrazione clandestina, che non intendo sottovalutare. Abbiamo tutti i mezzi per affrontare e risolverli, mettendo in campo strumenti investigativi come il sequestro preventivo, di cui sono un fautore».

Meredith come Marta D’Angelo ha paragonato l’attenzione mediatica intorno al processo per l’omicidio di Meredith Kercher a quella seguita alla vicenda di Marta Russo, che ha seguito da investigatore. Il suo insediamento, il 3 ottobre, è coinciso con la sentenza d’appello nei confronti di Amanda Knox e Raffaele Sollecito. «Non conosco il caso nei dettagli e perciò’ non entro nei particolari – ha spiegato – ma ci sono dei crimini che, per determinate circostanze favorevoli, attirano grande interesse mediatico, esprerienza che ho vissuto alla squadra mobile di Roma nelle indagini su Marta Russo. Il delitto Meredith è una vicenda complessa e credo sia ancora presto per dire la parola fine. Quanto alle indagini posso solo dire che conosco e stimo gli investigatori di Perugia per aver avuto modo di lavorare con loro».

Il curriculum Nicolò Marcello D’Angelo, nato a Trapani nel 1954, proviene dalla questura di Latina che ha diretto per cinque anni. Dirigente Superiore della polizia di Stato, D’Angelo  ha frequentato nel 1972 l’Accademia del disciolto corpo delle guardie di pubblica sicurezza. Il suo primo incarico è stato alla questura di Torino dove è rimasto un solo anno. Trasferito a Roma nel 1977, è stato chiamato a ricoprire delicati importanti incarichi, tra cui la direzione di diversi commissariati di P.S., l’Antiterrorismo e la squadra mobile della questura di Roma. Qui ha svolto la maggior parte della sua carriera, iniziando con l’incarico di Dirigente della sezione Antirapine, poi della sezione Omicidi, di seguito, della sezione Criminalità organizzata, per assumere, infine, la Direzione dell’intera struttura operativa della capitale. Dal 1997, infatti, al 2003 è stato capo della squadra mobile romana. Sono stati questi gli anni in cui la cronaca nazionale ha registrato a Roma numerosi successi contro la criminalità organizzata e non. Si possono citare le operazioni contro la cosiddetta “Banda della Magliana” e l’arresto di tutti i suoi componenti; il recupero di varie opere d’arte di inestimabile valore, tra le quali le tele di Paul Cezanne e Vincent Van Gogh. Ha indagato contribuendo alla risoluzione dei sequestri di Belardinelli, Caponeri e dopo lunghi mesi di estenuante attività investigativa dell’omicidio della studentessa universitaria Marta Russo. Promosso Dirigente Superiore nel 2003, ha ricoperto l’incarico di questore di Ascoli Piceno fino al 2006, poi di Latina  fino al 30 settembre per poi assumere l’attuale incarico di questore di Perugia.

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