di En.Ber.
Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili. Con questa accusa due genitori nigeriani sono stati rinviati a giudizio: secondo l’accusa hanno praticato l’infibulazione nei confronti delle loro figlie. Per padre e madre, di 32 e 28 anni, il processo dinanzi al tribunale collegiale di Perugia inizierà nel dicembre 2017. Nell’agosto 2014 il gip Lidia Brutti aveva disposto gli arresti domiciliari. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri i due imputati (difesi dall’avvocato Barbara Romoli) avrebbero fatto sottoporre le due bambine a infibulazione. Il dato sarebbe scaturito dalla segnalazione di un’autorità sanitaria locale che ha notato la mutilazione durante una visita medica.
La legge sull’infibulazione In Italia la legge del 2006 ha introdotto l’art. 583 bis specifico per la pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili, prevedendo, per chiunque, in assenza di esigenze terapeutiche, cagiona una mutilazione degli organi genitali femminili, la reclusione da quattro a dodici anni.
