Era ampiamente prevedibile che dopo la morte tanto assurda e ingiusta di Loredano Maranini, si sollevasse una polemica sullo status dello scippatore assassino. Trentasettenne marocchino pluripregiudicato e irregolare, che aveva la misura cautelare dell’obbligo di firma. Lega Nord, il sindacato di polizia Consap e Cgil tornano sulla questione, ovviamente con prospettive diverse.
Lega Nord Da una parte la Lega Nord, i consiglieri regionali dell’Umbria hanno mandato una nota stampa, chiedono che «la schedatura di tutti gli immigrati in attesa del completamento dell’iter giudiziario di espulsione». «Non esistono scusanti – scrivono ancora – per chi ha compiuto il gesto talmente brutale e incivile che è costato la vita ad un anziano di Perugia. Chiediamo una pena adeguata per l’assassino che tra l”altro, a quanto ci risulta, è irregolare e pregiudicato. Non poteva, quindi, stare in Italia e, soprattutto, in stato di libertà. Se venisse confermato che siamo di fronte ad un soggetto clandestino e pregiudicato, si tratterebbe di un altro caso dove un cittadino umbro muore a causa di qualcuno che non doveva essere in Italia a piede libero». I consiglieri leghisti umbri, inoltre chiedono che il colpevole «sconti la pena adeguata nel carcere del proprio Paese. In poche parole: in manette e rimpatriato. Nessun’altra punizione sarebbe più giusta per queste persone che credono di poter fare quello che vogliono nel Paese che li ospita. Basta con tutto questo buonismo, a rimetterci sono i cittadini umbri».
Consap Molto duro anche il segretario nazionale del Consap Stefano Spagnoli: «Anche a Perugia – scrive in una nota -, per colpa di uno Stato che ha rinunciato a garantire la sicurezza ai suoi cittadini, abbiamo avuto l’ennesima vittima per mano di un criminale extracomunitario che non doveva stare nel nostro Paese. Lo scellerato smantellamento della capacità di azione preventiva delle forze dell’ordine e l’assoluta mancanza della certezza della pena sono le cause dell’escalation criminale che da nord a sud sta investendo la penisola senza risparmiare regioni come l’Umbria, che non può più essere considerata un’isola felice. Ormai la sicurezza è un’emergenza nazionale lo dimostrano gli episodi di Napoli, Catania e il ferimento di poche ore fa di un collega carabiniere da parte di un criminale che non si è fermato all’alt perché aveva conti in sospeso con la Giustizia. A Perugia – conclude Spagnoli – a pagare il prezzo di una politica, evidentemente più interessata ai malaffari che alle esigenze di sicurezza dei cittadini, questa volta è stato un povero anziano che è stato sbattuto a terra ed ucciso da un criminale durante uno scippo
Questo omicidio è purtroppo – dice ancora Spagnoli – l’ennesimo di una lunga serie avvenuto in Umbria in pochi mesi; si ricordi il povero anziano soffocato, Giulio Moracci, e il giovane David Raggi, entrambi uccisi a Terni per mano criminale di stranieri pregiudicati ed irregolari sul nostro territorio. Inquietanti poi le modalità dell’arresto del cittadino marocchino Maloul Nabil, che stanno trapelando – prosegue Spagnoli – il presunto assassino infatti sarebbe stato riconosciuto da testimoni mentre si recava all’obbligo di firma perché già gravato da altri reati, quindi un individuo socialmente pericoloso. Circostanza questa, che se confermata, rende ancora più necessaria una stretta sul fronte della certezza della pena – conclude Stefano Spagnoli – affinché l’impegno delle Forze dell’ordine gravoso e penalizzato da un deficit di personale che solo in Polizia sfiora le 40 mila unità, non sia vanificato consentendo a pluri-pregiudicati di ammazzare in pieno giorno, per rapinare pochi spicci ad un anziano».
Cgil La Cgil di Perugia invece esprime «forte cordoglio» per la morte di Loredano Maranini. «Questo drammatico episodio – scrive in una nota – ripropone con forza un tema che ultimamente sembra essere stato accantonato, quello della sicurezza delle nostre città, luoghi tradizionalmente esenti da fenomeni di violenza e criminalità diffusa, ma che in questi anni di crisi e continui tagli al sistema pubblico rischiano di scontare un deterioramento della coesione sociale, che ha poi evidenti ricadute anche sulla sicurezza di cittadine e cittadini umbri. Come Cgil non chiediamo più polizia (anche se di certo i tagli subiti hanno avuto pure i loro effetti), ma amministrazioni pubbliche più attente e disponibili a collaborare, mettendo a sistema le risorse (seppure scarse) che ancora esistono. Serve maggiore coordinamento tra diversi corpi dello stato e tra istituzioni locali. Serve una reazione forte della collettività per respingere il degrado, la violenza e ogni tentativo di avanzamento della criminalità sul nostro territorio».
