La bottiglia piena di alcol lanciata all'ingresso della casa dell'associazionismo (Foto F.Troccoli)

La Digos di Perugia ha individuato l’autore del lancio della bottiglia incendiaria alla Casa dell’associazionismo di via della Viola, dove si trova anche la redazione di Umbria24. Al momento, secondo quanto si apprende, c’è un denunciato: un giovane studente perugino di appena 18 anni.

Denunciato 18enne Il giovane – spiega la polizia in una nota- si è presentato lunedì presso gli uffici della Digos, accompagnato dal suo avvocato e dal padre e ha ammesso le proprie responsabilità, chiarendone i motivi. Agli inquirenti avrebbe detto che si trattava di una “bravata”, compiuta al solo scopo di realizzare un gesto di particolare clamore, in grado di attrarre attenzione, senza un obiettivo preciso. Il giovane è incensurato e non risulta mai identificato dalla Digos in contesti sociali particolari. Alla fine degli accertamenti, è stato denunciato è stato denunciato per i reati p.e p. dagli artt. 4 e 6 Legge 1967, n. 895 cioè porto abusivo di armi ed esplosione di ordigni in luogo pubblico.

Le testimonianze e il filmato La presenza di un giovane sconosciuto alle persone che normalmente frequentano l’edificio, a ridosso dei fatti era subito emersa dalle testimonianze raccolte. Il giovane, a cui alcuni operatori della struttura avevano fatto domande circa la sua presenza lì, aveva fornito improbabili spiegazioni. Stante il forte sospetto determinato dall’ atteggiamento, che lo rendeva il maggiore indiziato, le indagini della Digos sono state indirizzate al suo rintraccio e sono state passate in rassegna le immagini delle telecamere installate nel centro storico, teatro dei fatti, al fine di reperire immagini che lo ritraessero. Particolarmente fattivo, al riguardo, è risultato il contributo offerto dai cittadini, che ha consentito l’acquisizione di un filmato amatoriale che ritraeva il giovane sospettato nel mentre ancora si intrattiene, subito dopo il fatto, in via della Viola.

La repertazione Sul posto, nell’imeddiatezza dei fatti avvenuti venerdì scorso, sono stati sequestrati e repertati, dal personale di Questura prontamente intervenuto, frammenti di vetro comprensivi di uno stoppino in carta bruciacchiato e campioni del liquido contenuto nella bottiglia raccolti al suolo, e si è registrato un forte odore di alcool. Gli investigatori della Digos, diretti dal dottor Francesco Moretta, intervenuti già nella fase di primo sopralluogo insieme ai poliziotti della squadra volante, hanno acquisito fin da subito elementi idonei a circostanziare tempi, fatti e modalità dell’ azione criminosa compiuta, rilevando alcuni particolari utilissimi. In particolare, il confezionamento dell’ordigno incendiario è apparso subito, ad un occhio esperto, molto rudimentale, indicativo dell’ambito di estrazione della mano che l’aveva armato.

Denunciato Stante le circostanze esposte, vista anche la forte risonanza che la stampa aveva dato all’episodio, proprio in ragione del luogo in cui si era verificato, sede di innumerevoli associazioni, tutte potenziali obiettivi del gesto criminoso, nella consapevolezza di essere prima o poi scoperto, e che era solo questione di tempo, così come ha riferito, il giovane in argomento, persona incensurata appena diciottenne, nella serata di lunedì 14 si è presentato presso gli uffici della Digos, accompagnato dal suo avvocato e dal padre e ha ammesso le proprie responsabilità in ordine alla consumazione dell’atto criminoso, chiarendone i motivi.  Allo stato delle indagini svolte, l’episodio appare potersi agevolmente inquadrare, per nella sua gravità, in una “bravata”, compiuta al mero scopo di realizzare un gesto di particolare clamore, in grado di attrarre attenzione, senza un obiettivo preciso; né, l’autore, risulta mai emerso in pregresse attività di settore svolte dalla Digos. Proseguono accertamenti di tecnici di Polizia Scientifica, al fine di stabilire l’ esatta natura e il potenziale offensivo della miscela combustibile utilizzata, che allo stato appare composta di olio e alcool.

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