di Fra. Mar. e Mau. T.
Fatture per quasi due milioni di euro. Fatture che una società, inesistente per l’accusa, aveva emesso nei confronti della ditta di telecomunicazione Teleunit, la quale, secondo la ricostruzione del pubblico ministero era la vera regista di un affare che avrebbe portato all’ evasione fiscale per quasi due milioni di euro.
Rinvio a giudizio Un affare che il pubblico ministero Claudio Cicchella ha ricostruito martedì pomeriggio davanti al gip Lidia Brutti che ha poi rinviato a giudizio il legale rappresentante di Teleunit Gianfranco Cimica, difeso dall’avvocato Francesco Pugliese.
L’accusa Per il pm, l’affare era il seguente: la Mcs, la società che emetteva le fatture, era inesistente, come inesistenti erano le sue prestazioni, e al vertice c’erano due persone, che per l’accusa altro non sono che teste di legno. Persone che avrebbero prestato il loro consenso in nome di un giro di soldi non indifferente. Secondo quanto ricostruito in aula dal magistrato, Teleunit nel periodo tra il 2007 e il 2008 ha pagato fatture per quasi due milioni di euro con bonifici bancari e, con sorprendente tempismo, le stesse somme versate venivano prelevate senza poi essere, ad esempio, girate a terzi come normalmente avviene nelle ditte realmente funzionanti.
Il dubbio Il sospetto è che quei soldi tornassero nuovamente al mittente. Aspetto questo che verrà approfondito in sede di processo, fissato per il 27 marzo prossimo. Quel che appare certo invece è l’evasione fiscale. Due milioni di euro sottratti a tassazione. Due milioni di euro pagati per servizi mai resi.
La difesa Per la difesa invece la lettura dei fatti è diametralmente opposta: Teleunit non poteva sapere di pagare per dei servizi emessi da una ditta che operava completamente in nero e che quindi poi non poteva certificare il regolare svolgimento della sua attività. Servizio per cui, la stessa Teleunit, avrebbe anche percepito i rimborsi Telecom. La tesi della difesa insomma è che si andrà a processo per un’impressione. Ma il gip Lidia Brutti non ha sposato la lettura dei fatti dell’imputato e ha disposto il rinvio a giudizio.

