Questa volta non hanno avuto neanche l’accortezza di nascondersi dietro la dicitura di centro massaggi: la pubblicità che facevano su Facebook e sui siti di incontri on-line era decisamente esplicita e parlava di prestazioni sessuali a pagamento presso un centro massaggi di Perugia. Gli agenti della terza sezione della squadra mobile della questura di Perugia non potevano credere alle loro orecchie quando i due responsabili del centro massaggi “Tantra” di Ferro di Cavallo – adesso sotto sequestro – hanno affermato di non esserre a conoscenza della legge penale sulla prostituzione, sostenendo di conseguenza che il massaggio tantrico, e pertanto il raggiungimento dell’orgasmo attraverso di esso, dietro pagamento di corrispettivo,«non è penalmente perseguibile».
Segnalazioni Diversi residenti nella zona di Ferro di Cavallo, già da un po’ di tempo avevano segnalato una certa affluenza sospetta di avventori di solo sesso maschile, all’interno di un locale di un condominio. Gli investigatori della squadra mobile hanno quindi prima iniziato un monitoraggio della zona, poi culminato con il blitz all’interno del locale commerciale, dove era in corso una delle attività tipiche offerte dal centro massaggi.
Dagli accertamenti è eemrso che nel locale venivano eseguiti, a cura di due giovani ed avvenenti ragazze (una italiana ed un’altra brasiliana), dei massaggi “tantra”,che inevitabilmente avevano come esito un rapporto sessuale.
Pubblicità esplicita L’esistenza del centro massaggi era pubblicizzata sia su siti di incontri on-line, sia su social networks come Facebook, come avviene in tanti altri casi per infiniti altri centri analoghi, l’unica particolarità, in questo caso, è che il centro in questione era chiaramente ed espressamente pubblicizzato come un luogo nel quale si offrivano, dietro pagamento di corrispettivo, prestazioni sessuali.
Due denunce I due responsabili, ovviamente denunciati all’autorità giudiziaria per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, interrogati dagli agenti, sono caduti dalle nuvole: sia il primo, milanese del 74, che aveva provveduto ad intestarsi il contratto di locazione dell’immobile, sia il secondo, assisano del 79, che si occupava invece del marketing attivando ed inserendo i profili Facebook e gli annunci su internet, e fornendo altresì le utenze cellulari da dare alle ragazze per contattare i clienti, sono stati sorpresi dal blitz.
La percentuale Per poter svolgere la loro attività, le due ragazze, le quali peraltro non avevano alcun titolo professionale se non il loro aspetto fisico, potevano chiedere ai clienti una somma che va dalle 100 alle 200 euro, ed erano tenute a versare ai loro datori di lavoro, a scelta, o la somma di circa 350 euro a testa per il subaffitto del locale, ovviamente in maniera irregolare, o in alternativa la metà dei loro incassi.
Il proprietario perugino I due responsabili, come anticipato, sono stati denunciati per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, e lo stesso proprietario dell’immobile, un perugino di 86 anni, è stato denunciato in quanto ha ceduto in locazione l’immobile ad uno dei due sfruttatori senza registrare il contratto: il locale, inoltre, è stato chiuso e sottoposto a sequestro preventivo, secondo le disposizioni del sostituto procuratore titolare dell’indagine Massimo Casucci.
