di Francesca Marruco
E’ accusato di aver «minacciato, molestato e usato violenza» nei confronti della moglie e della figlia, ed per questo che adesso l’uomo – difeso dall’avvocato Francesco Crisi – è a processo per atti persecutori. Mercoledì mattina quindi, davanti al giudice Daniele Cenci il legale dell’imputato ha sollevato alcune eccezioni chiedendo, e ottenendo, una perizia in cui verranno trascritti gli sms che la parte offesa ha già fornito alla procura.
Eccezioni L’avvocato dell’imputato ha quindi chiesto che gli sms vengano estrapolati direttamente dal cellulare e non estratti dal cd-rom che la parte offesa ha prodotto, perché non ne certificano la provenienza. In questa storia però ci sono anche delle altre denunce: quelle che l’imputato ha sporto nei confronti dell’ex moglie e della suocera. Una in particolare, per cui la procura ha chiesto l’archiviazione, riguarda il fatto che l’uomo trovò un registratore nascosto in un orsetto di peluche delle figlie. Un registratore che, secondo lui, le due donne avevano cucito nel giocattolo.
L’orsacchiotto L’avvocato Crisi ha inoltre spiegato che l’uomo ha anche controdenunciato le donne per calunnia. Ma adesso, in questo processo, l’imputato è lui, e tra le altre accuse gli viene contestato di aver percosso «la figlia minore cagionandole percosse come da scheda del pronto soccorso», di aver minacciato la figlia durante una telefonata dicendole «Madonna ragazi, questo è vero che c’è Dio t’empicco, Dio caro t’empicco».
Le accuse Quando la moglie gli disse che le era stata diagnosticata una grave malattia, lui – secondo quanto recita il capo dìimputazione – le aveva detto «è capito, tu sei morta e spero che mori davvero, io spero che tu crepi veramente, io lo spero con tutto me stesso, ce vò in chiesa a pregà». In un’altra occasione, «nel momento della riconsegna delle bambine all’ex moglie, sul cancello di casa, dopo averla incolpata di essersi recata da comuni amici con il nuovo compagno e di averlo presentato come fidanzato, le sputava in faccia con violenza dicendole “fai schifo”». Dopo l’accoglimento delle richieste dell’avvocato Crisi dunque, il giudice Daniele Cenci ha fissato la prossima udienza al 28 ottobre. L’uomo era assente in aula, mentre erano presenti le due donne.
