di F. M.

Vogliono sapere a che punto è il procedimento penale contro il «torturatore di gatti», vogliono sapere «perché il sindaco Romizi non ha emesso una ordinanza che vietasse al ragazzo di detenere altri animali dopo quello che ha fatto ai gatti nel suo garage degli orrori». Vogliono sapere anche «perché non si è mai saputo chi il colpevole della morte del cane Ares», e che fine ha fatto la storia del «cigno ucciso a bastonate da un minorenne a Città di Castello».

Manifestazione Sono gli attivisti della Lav – che già dopo la storia del garage degli orrori avevano manifestato – che martedì mattina hanno deciso di manifestare fuori dal trmibunale penale di Perugia. In faccia maschere da gatti e tanti cartelli per chiedere «l’applicazione della legge penale proporzionata ai delitti dettati dalle leggi dello Stato», enunciando tutti i reati esistenti in materia e chiedendo che la «legge faccia il proprio urgente corso».

Serve giustizia Per gli attivisti infatti, come recita uno dei tanti cartelli esposti, la giustizia non fa abbastanza per questo tipo di reati. «La questione animali -scrivono – è presente nella società civile, deve esserlo anche nelle aule dei tribunali». E così, nonostante la giornata caldissima, gli attivisti sono rimasti tutta la mattina fuori dal tribunale, per sensibilizzare sul problema. In attesa di sviluppi anche giudiziari.

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