Carabinieri in azione (foto Troccoli)

di Fra. Mar.

«Qua siamo a posto, di lavoro ce n’è un casino». A parlare è Pietro Sorci, e dall’altra parte del telefono c’è Juan Ramon Fernandez Paz, esponente della criminalità mafiosa italo canadese, indicato come uno dei principali referenti del clan dei Rizzuto. E parlano di Perugia. Della piazza di spaccio locale. Il particolare, riportato stamani dalla Nazione, emerge dalle carte dell’operazione ‘Argo’, dei carabinieri del Ros di Roma e Palermo che mercoledì ha portato al fermo di 21 persone facenti parte del mandamento di Bagheria.

La droga della mafia a Perugia La droga della  mafia dunque, dal sudamerica era arrivata a Perugia, passando per Palermo, ed era pronta per essere immessa sul mercato perugino, che, come rivelano le intercettazioni, è accattivante per la criminalità organizzata. Si tratta di un carico di 650 grammi di eroina ‘brown sugar’ che Pietro Sorci, arrestato a Perugia nel novembre del 2012, aveva il compito di piazzare in Umbria. La droga venne individuata a San Sisto e il mercato umbro non vide neanche la luce.

Le accuse Ma per Perugia era pronto un fiume di droga. Dopo il carico di 650 grammi di eroina infatti, doveva arrivare un altro carico di lì a una ventina di giorni. Ad aiutare Sorci c’era una donna siciliana, che parla anche con Fernandez Paz al telefono. A tutti e tre, insieme a Giuseppe Salvatore Carbone, viene contestato l’episodio della droga a Perugia. Ai fermati nell’operazione del Ros vengono contestate le accuse di associazione mafiosa, traffico internazionale di droga, estorsione e ‘voto di scambio’.

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