Perseguita la sua ex e la figlia da due anni, incurante di sei denunce, divieti di avvicinamento e perfino arresti domiciliari. Fino a qualche giorno fa, quando le ha raggiunte all’interno di un supermercato, minacciandole di morte. È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e così la polizia, intervenuta sul posto, ha deciso di arrestarlo, in flagranza, per il reato di atti persecutori.
Due anni d’inferno Lui è un 54enne albanese, residente in periferia di Perugia. Due anni fa è stato lasciato dalla compagna, oggi 38enne, e allora ha iniziato a praticare uno stalking ossessivo, generando in lei e nella figlia continui stati d’ansia e di paura, tanto da compromettere il normale svolgimento della vita quotidiana. Sei le querele nel corso del tempo con l’Autorità giudiziaria che ha disposto la misura cautelare del divieto di avvicinamento. Nessun risultato, così a maggio scorso vengono disposti gli arresti domiciliari, terminati però a giugno. E, durante l’estate, l’uomo a ripreso a perseguitare la 38enne, addirittura raggiungendola in Albania, dove si era recata in visita ai parenti, tanto da costringerla a far intervenire la polizia albanese. E proprio questa è stata la scusa, pochi giorni fa, per le minacce di morte nel supermarket. Ora l’uomo è rinchiuso a Capanne.
