Un’intera famiglia è rimasta intossicata dal monossido di carbonio fuoriuscito da una stufa in un’abitazione in strada del Pantano-Pieve Petraia, nei pressi di Pierantonio.
Monossido Sul posto i vigili del fuoco hanno accertato la presenza di un braciere con carbonella accesa e nell’ambiente è stata rilevata – con specifiche prove strumentali – una significativa presenza di monossido di carbonio. Si è quindi provveduto ad aerare i locali e mettere in sicurezza l’abitazione. Sul posto era presente una pattuglia del 113 di Perugia.
A Fano Tutti i componenti una famiglia rimasta intossicata, due coniugi di origine marocchina e i due figlioletti di 7 ed 11 anni, sono stati trasferiti a Fano, con procedura d’ urgenza, come fa sapere il responsabile della Centrale unica del 118 dr Mario Capruzzi. A Fano infatti è attivo una apposita apparecchiatura che di trova in una camera iperbarica. Al momento del trasferimento dei quattro componenti la famiglia colpiti dalla intossicazione, le loro condizioni venivano considerate gravi. Per effettuare il trasporto dei pazienti sono stati utilizzate autoambulanze di Umbertide e Branca.
I consigli dei vigili del fuoco
Visto l’avvicinarsi della stagione invernale è probabile che si faccia ricorso ai più diversi sistemi di riscaldamento a volte anche con uso improprio, i vigili del fuoco, al fine di prevenire il ripetersi di incidenti simili o ancor più gravi ritengono necessario ricordare ai cittadini alcune accortezze da tener presente nell’uso dei sistemi di riscaldamento che richiedono una combustione diretta (caldaie, stufe, bracieri, camini e simili).
Due sono le tipologie di rischio presenti, quelli connessi alla fonte di calore e quelli ancora più minacciosi dovuti alla emissione dei prodotti della combustione (fumo e gas) tra i quali è sicuramente presente l’ossido di carbonio. un gas estremamente pericoloso e difficilmente riconoscibile (è inodore, insapore ed incolore). E’ difficile da rilevare anche con gli strumenti in quanto ha un peso specifico simile a quello dell’aria e sale o scende formando delle nuvole che tendono a espandersi. Il punto in cui le nuvole sono situate è di difficile individuazione, in quanto dipende dai parametri ambientali.
Per ogni situazione in cui è presente una combustione (un fuoco) è necessario assicurare una perfetta evacuazione dei fumi e garantire la presenza di ossigeno cioè di aria proveniente dall’esterno per assicurare una buona e regolare combustione sia che a bruciare è del gas sia che si tratti di legna o altro combustibile.
Nel caso di camini e di stufe funzionanti a legna o pellets è assolutamente necessario che venga verificata la canna fumaria – per tutta la lunghezza – che dovrà essere periodicamente pulita e dovranno essere verificate eventuali parti combustibili presenti intorno alla stessa canna fumaria (travi e materiali in legno, in gomma ecc.).
Nel caso di utilizzo di apparecchi elettrici (stufe, termoventilatori e simili) il rischio può essere rappresentato dal calore emanato dagli stessi che può diventare fonte di innesco di materiali combustibili (arredi, tendaggi e simili) posti in prossimità.
Non è da escludere il rischio per il surriscaldamento dei circuiti elettrici di alimentazione (cavi, prese, spine) che possono subire un aumento della temperatura fino ad essere una fonte di innesco.
Un discorso speciale riguarda le termocoperte e gli scaldaletto elettrici che non sempre dispongono di un adeguato sistema termostatico e quindi possono essere origine di incendi se ad un certo punto non ne viene interrotto il funzionamento.
L’uso di tali dispositivi dovrebbe essere fatto soltanto prima di mettersi a letto e non durante la presenza delle persone sul letto.
Sul sito “vigilfuoco.it” nella pagina servizi al cittadino sono disponibili altre informazioni sulla sicurezza.
