di Daniele Bovi
Una delle partite alle quali il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali tiene di più, quella delle ex caserme Fortebraccio e San Bernardino, rispettivamente in corso Garibaldi e in piazza Ferri, fa un deciso passo in avanti. Su questi beni demaniali, di proprietà del ministero della Difesa e che il sindaco vorrebbe destinare a un nuovo presidio delle forze dell’ordine, carabinieri o polizia poco importa., è in corso un lungo braccio di ferro con Roma.
L’accelerazione La partita riguarda anche l’ex carcere di piazza Partigiani, di proprietà del ministero della Giustizia, sul quale c’è un complesso progetto di riqualificazione. Nei giorni scorsi si sono seduti intorno a un tavolo i funzionari dell’Agenzia del Demanio e l’assessore all’Urbanistica del Comune Valeria Cardinali: in quella sede la trattativa ha subìto un’accelerazione con le tre pratiche che potrebbero, grazie all’apertura dell’Agenzia, essere sbloccate a breve. Riportare una caserma in pieno centro storico rappresenterebbe per Boccali una vittoria politica e un segnale importante da mandare a una città spaventata.
L’incontro Boccali-Cancellieri Il dossier, già presentato da Boccali a Roma il 16 maggio scorso nel corso del primo incontro con il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, avvenuto dopo i fatti di sangue di una settimana prima, è stato riproposto con forza lunedì mattina. A palazzo dei Priori infatti, prima dell’assemblea Anci sul tema della sicurezza, Boccali ha incontrato riservatamente il ministro insieme alla presidente della Regione Catiuscia Marini, al sindaco di Terni Leopoldo di Girolamo, al presidente della Provincia Marco Vinicio Guasticchi, ai prefetti e ad altre autorità locali.
Rinforzi e non solo Boccali, oltre al mantenimento in pianta stabile dei rinforzi arrivati in città, ha nuovamente chiesto al ministro di seguire «con attenzione» la situazione di Perugia. Anche in questo contesto passi in avanti sul tema dei beni demaniali, con Boccali che ha prospettato idee e progetti, sembrano essere stati fatti. Il ministro ha detto che si tratta «di un impegno che prendo seriamente» e ha promesso l’apertura di un tavolo interministeriale per occuparsi della questione. Un buon segnale della suddetta attenzione poi, almeno secondo l’interpretazione di palazzo dei Priori, è la nomina del nuovo prefetto Vincenzo Cardellicchio, uomo assai vicino alla Cancellieri che proprio lunedì l’ha definito «mio carissimo amico e collega». Sul mantenimento dei rinforzi invece la Cancellieri non si è sbilanciata: «Valuteremo in base all’evolversi della situazione» ha risposto ai giornalisti.

