Il tribunale di Perugia ( foto archivio Troccoli)

di Francesca Marruco

«Sentiti i colleghi della sezione, debbo sollecitare un suo intervento perché vengano trovate appropriate soluzioni alternative diverse dall’utilizzo delle aule poste al piano seminterrato della Sezione, non potendo protrarsi oltre una situazione che pregiudica fortemente la salubrità degli ambienti di lavoro per magistrati, personale di cancelleria, avvocati e utenti in genere». Non lascia adito a dubbi il presidente della sezione penale del tribunale di Perugia Gaetano Mautone: in via XIV Settembre non si può fare udienza in queste condizioni e «la dichiarata disponibilità dell’ingegnere del Comune di Perugia di effettuare gli interventi di adeguamento degli impianti idraulici in funzione nelle aue di udienza non paiono essere sufficienti da soli ad assicurare la salubrità degli ambienti».

La lettera Il magistrato lo mette nero su bianco nella lunga lettera che ha inviato al presidente del tribunale Aldo Criscuolo a cui chiede sia un intervento nella Commissione manutenzione che di disporre «in via del tutto transitoria» la celebrazioni delle udienze dibattimentali nelle aule gip-gup del primo piano o in altre aule« che possono essere messe a disposizione nel distretto». Il giudice ello scrivere la lettera si basa sulla relazione dei carabinieri del Nas che lui stesso aveva chiamato nello scorso aprile, proprio per ‘testare’ la salubrità delle anguste aule del piano seminterrato in cui giornalmente transitano centinaia di persone. I carabinieri del Nas non lo mandano a dire, quella struttura, così come è adesso, non permette un adeguato ricambio di aria. Quasi del tutto assente quando le aule sono piene di persone, insufficiente in genere.

La relazione «L’Uos Igiene e Sanità Pubblica ha evidenziato come ‘ritenendo che possa essere di difficile gestione l’utilizzo delle diverse potenzialità di portata di aria che l’impianto consentirebbe per differenti capienze, si ritiene che la funzionalità dell’impianto debba assicurare di norma il ricambio d’aria per la massima capiena e che le condizioni che richiedono l’eventuale riduzione della portata d’aria, insieme all’individuazione del responsabile della verifica delle condizioni». Senza contare che, scrive ancora Mautone,«già a partire dalla progettazione detti impianti risultino non completamente conformi alla norma. In particolare si sono rilevate incongruità nella collocazione dei punti di prelievo ed espulsione di aria, tra sisema di immissione aria primaria ed estrazione dei dati di colaudo, immissioni di aria non sempre conformi ai dati di progetto, mancaza di collaudo per i locali adiacenti alle aule di udienza». Aule in cui già più volte magistrati e cancellieri hanno accusato dei malori.

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