Tutti assolti perché il fatto non sussiste. Finisce così la storia giudiziaria dopo che un gemello orì mentre la madre li dava alla luce. L’assoluzione decisa dal giudice Daniele Cenci, è arrivata in seguito alla perizia superpartes disposta dallo stesso giudice, secondo cui il feto era morto per sindrome di trasfusione feto- fetale. Un’evenienza rara quanto fortemente letale. E’ quindi per questo che due ginecologi e un’ostetrica sono stati assolti.
Vittoria difese «Io e il mio cliente – dice l’avvocato Gianni Spina – siamo felici di questo esito, ma siamo anche amareggiati dalla lunghezza del processo che ha visto per sette lunghi anni il mio assistito ingiustamente processato» Una vittoria delle difese dunque, che nel processo continuavano a sostenere questa causa della morte del bambino, come sostennero in un primo momento i medici legali Bacci e Marchionni. Fu sulla base della loro perizia che il pm in un primo momento infatti chiese l’archiviazione del caso, poi però emerse che in quella perizia cera un errore materiale e venne invalidato tutto. Una nuova perizia disposta in incidente probatorio indicò invece come casa della morte il distacco della placenta e il non tempestivo intervento dei medici e da lì partì il processo.
Nessun intervento possibile Era il primo settembre del 2008 quando una donna incinta di due gemelli alla ventinovesima settimana di gestazione si presentò in ospedale a Perugia. Intorno alla mezzanotte di quel tremendo giorno poi, uno dei suoi due feti morì. Purtroppo, stando a quanto hanno sostenuto i periti in questa nuova analisi, anche se i medici fossero intervenuti prima, il tragico destino di quella vita e quello dei suoi genitori, non sarebbe cambiato. Si torna in aula il 16 ottobre per la sentenza.
