Le strumentazioni scoperte dalla polizia stradale di Perugia (foto Umbria24)

di Ivano Porfiri

Non ce la fai a prendere la patente? Basta poco: una microcamera, un’auricolare e un bel po’ di soldi. La sezione di polizia giudiziaria della polizia stradale di Perugia ha colto sul fatto un’organizzazione degli «esami facili», pizzicandoli mentre comunicavano le risposte a un 44enne che sosteneva l’esame all’interno della motorizzazione.

Colti in flagrante Il fatto è avvenuto mercoledì. Un commissario all’interno della motorizzazione perugina si accorge che un candidato si comporta in modo strano. Si tratta di un 44enne con la patente revocata, più volte respinto perché non riusciva a passare l’esame di teoria. Insospettito, il commissario chiama la polizia stradale, che da tempo indaga sulla materia. Gli agenti della sezione di pg vanno dritti in un parcheggio all’esterno della motorizzazione e fanno bingo: lì c’è un’auto con all’interno un cinese e un italiano. Con loro hanno un pc e un apparato ricetrasmittente. Quindi vanno all’interno, perquisiscono il 44enne e scoprono un’auricolare e una microcamera nascosta in un bottone della camicia.

Il meccanismo Il sistema era semplice ma ingegnoso: il candidato riprende con la microcamera il foglio dei quiz e trasmette ai due di fuori. Qui il cinese (l’esperto del sistema tecnologico) riceve e il complice cerca sul pc le risposte giuste, che comunica a sua volta attraverso la ricetrasmittente. La stradale ha sequestrato tutto l’apparato. Per i tre scatta la denuncia per tentata induzione in errore di pubblico ufficiale e manomissione di elaborato (secondo la legge 475 del 1925).

Indagini su altri casi La stradale sta ora indagando su altri casi analoghi, diversi dei quali riguarderebbero cittadini stranieri, in particolare cinesi. Ci sarebbe – è l’ipotesi – un vero e proprio mercato degli «esami facili». La tariffa per il 44enne sarebbe stata di 1.500 euro per il pacchetto completo: noleggio delle apparecchiature e assistenza delle persone da fuori.

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