di Daniele Bovi
Nonostante fosse in malattia, per qualche mese avrebbe portato avanti un’attività legata alla somministrazione di bevande l’ormai ex carabiniere finito per questi fatti davanti alla Corte dei conti dell’Umbria. L’uomo, secondo quanto ricostruito mercoledì dalla Sezione giurisdizionale presieduta da Giuseppe De Rosa, nel frattempo si è trasferito in Tunisia, ad Hammamet. L’udienza è stata rinviata con un’ordinanza al 19 maggio del prossimo anno per un errore che ha portato alla nullità della notifica dell’atto di citazione, tramite il quale la Procura contabile, rappresentata in aula dal sostituto procuratore Enrico Amante, ha chiesto la condanna dell’ex militare a un risarcimento a favore del ministero della Difesa.
I fatti Al centro del rinvio ci sono una serie di errori nelle notifiche e il trasferimento all’estero a partire dalla fine di maggio del 2025 dell’ex carabiniere. L’invito a dedurre era stato notificato nel maggio dell’anno scorso a Foligno e si era perfezionato per compiuta giacenza. Diversa invece la situazione per l’atto di citazione. La notifica era stata infatti avviata a un indirizzo indicato a Spoleto, risultato però errato e incompatibile con la residenza conosciuta dell’ex militare. La Procura regionale a inizio 2026 ha chiesto poi all’Ambasciata d’Italia a Tunisi di notificare l’atto alla nuova residenza tunisina. Al momento dell’udienza di mercoledì però non erano ancora arrivati riscontri sull’esito della procedura. Per questo motivo la Corte ha dichiarato nulla la notifica dell’atto di citazione e ha rinviato la discussione.
