Disseccazione dell’aorta. L’autopsia eseguita sabato mattina sul corpo di Antonella Morganti, la donna di 42 anni morta mercoledì pomeriggio all’ospedale di Perugia dopo avere dato alla luce il suo primo figlio, Samuele, avrebbe confermato quanto appurato dai medici dopo la tragedia. L’autopsia è durata due ore e pare aver confermato l’inutilità dell’intervento chirurgico eseguito dopo il malore, visto che il decesso è stato pressoché immediato. Il medico legale ha provveduto a prelevare campioni dell’aorta per tentare di risalire alle cause, che potrebbero anche essere collegate ad una malformazione congenita. La procura ha dato il nulla osta e la salma è stata così restituita ai familiari. I funerali si terranno lunedì a Città di Castello. Poco dopo la tragedia il marito della donna aveva sporto denuncia ai carabinieri e la procura ha aperto un fascicolo contro ignoti, allo scopo di capire se per salvare la vita della 42enne è stato fatto tutto il possibile.
La vicenda La donna era stata trasferita all’ospedale di Perugia il 5 gennaio, dopo che le si erano rotte le acque con qualche settimana di anticipo rispetto alla fine della gravidanza. Poi a Perugia ha partorito mercoledì mattina intorno alle 12.35 con un parto naturale. Un’ora dopo è svenuta ed è andata in arresto cardiaco. Si trovava nella stanza post partum in cui tutte le partorienti vengono controllate prima di uscire dalla zona della sala travaglio e stava compilando un questionario per un medico quando ha accusato un forte dolore al petto. Portata in sala operatoria è stata operata d’urgenza, ma non c’è stato nulla da fare. Parallelamente agli accertamenti della magistratura, anche l’azienda ospedaliera di Perugia si è mossa immediatamente per accertare tutte le fasi che hanno portato a questo epilogo tragico che nessuno avrebbe voluto vivere. E dagli accertamenti interni non risulterebbe alcuna omissione o ritardo sulle procedure messe in atto. Un dottore con 40 anni di esperienza ha detto di non avere mai visto un caso come questo in conseguenza del parto. Se ne contano 30 negli ultimi 25 anni in tutto il mondo.
