Polizia (foto Fabrizi)

 Altre 12 ordinanze di custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga sono state emesse dal tribunale dopo le risultanze investigative dell’indagine della squadra mobile di Perugia denominata ‘Quattro Torri’.

La genesi L’attività di indagine ha preso le mosse dall’operazione ‘Zbun’, conclusasi nel febbraio 2012 con l’esecuzione di 20 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di altrettanti italiani e magrebini impegnati nell’importazione e spaccio di eroina e cocaina.  Tra i fornitori emersi in seguito alle intercettazioni e al monitoraggio fatto dalla polizia, erano stati individuati alcuni albanesi domiciliati a Perugia, sui quali si è focalizzata l’attenzione della Sezione Criminalità Organizzata e della Sezione Antidroga della Squadra Mobile.

Gli arresti in flagranza E infatti le intercettazioni telefoniche in uso agli spacciatori albanesi hanno prodotto immediati riscontri: a capo dell’associazione c’erano due fratelli albanesi, Feta Edmir e Viljan, entrambi residenti in Corciano. Il proficuo ascolto delle intercettazioni ha permesso l’arresto in flagranza di 6 persone di varia nazionalità ed il recupero di circa 2 etti di cocaina appena acquistati nel corso delle indagini: in particolare vennero arrestati Romano Anna, e  Di Fiore Antonio, fermati dopo essersi recati presso l’abitazione dei Feta, sono stati trovati in possesso di un quantitativo di 20 grammi di cocaina appena acquistati. In manette anche Skuka Sajmir,  poiché, fermato in Via Settevalli,  era stato trovato in possesso di 20 grammi di cocaina appena ricevuti dai Feta dai quali aveva altresì ricevuto incarico di consegnarli a terzi. Arrestato anche Amri Wisseme,  perché, durante un colloquio con uno dei fratelli Feta, chiedeva di acquistare una “piccola” (dieci grammi) di “pulita” (ad indicare cocaina, a differenza della eroina che è definita la “sporca”). Veniva infatti fermato e controllato poco dopo e trovato in possesso di 10 grammi di cocaina purissima. Feta Etmir  e Cami Alfred, arrestati perché all’esito del controllo presso l’appartamento di Feta,  venivano trovati  60 grammi di cocaina purissima, oltre all’armamentario tipico del pusher frullatore, rotoli di buste di cellophane, bilancine di precisione  e 4.500 euro, sequestrati poiché provento dello spaccio.

L’associazione L’attività di intercettazione ed i riscontri consentivano di individuare una vera e propria organizzazione dedita all’attività di spaccio nella nostra città. I protagonisti sono i fratelli Feta Etmir e Feta Viljan, vertici del gruppo, capaci di approvvigionamento continuo e di coordinamento  dello spaccio con conseguente gestione di collaboratori stabili.  L’organizzazione, si è rivelata in grado di rifornire (quali “grossisti”) gli spacciatori magrebini (i quantitativi acquistati dei quali erano destinati alla rivendita su piazza previo “taglio”), che (quali “dettaglianti”) innumerevoli consumatori finali, soddisfatti da pusher inseriti stabilmente nell’organizzazione: in particolare, appariva chiaro che il sodalizio, per porre in essere la sua attività criminosa, si componesse di un considerevole gruppo di “cavalli” i svolgevano detta attività come unica occupazione, loro unica fonte del loro sostentamento.

Dove spacciavano I luoghi dello spaccio sono sia la città di Perugia, che la zona del Lago Trasimeno, ove si trovano molti clienti abituali del sodalizio. Al termine delle risultanze investigative  il pm Manuela Comodi ha chiesto e ottenuto dal gip Lidia Brutti 12 ordinanze di custodia cautelare in carcere. Fino ad ora ne sono state eseguite tre a carico di:

 Ordinanze eseguite  Bucur Roxana nata in Romania e domiciliata a Corciano. Secondo la polizia, la donna sarebbe stata una figura determinante del gruppo, nota nell’ambiente della prostituzione della zona, punto di riferimento e di collegamento tra i vari componenti, custodisce lo stupefacente, lo taglia e lo spaccia, acquista le schede telefoniche che poi saranno utilizzate dagli altri componenti del gruppo per lo spaccio, funge da vedetta “di strada” e mette sull’avviso i sodali in caso di pericolo.  Skuka Sajmir nato in Albania  e domiciliato a Perugia era un pusher del gruppo, spalla operativa dei Feta, si occupa pressoché quotidianamente dell’attività di spaccio al minuto.Kapxhiu Hazis (Aziz) nato in Albania. Da cliente abituale era diventato un piccolo spacciatore.