Un momento della rissa in centro (foto Fratticioli)

di Francesca Marruco

I primi arrestati per l’allucinante episodio che si è verificato nel centro storico di Perugia martedì sera sono giovanissimi: uno ha appena 18 anni e l’altro 22. Si tratta di Ahmed Chemmakhi e Abdeglil Miegeri. Entrambi tunisini. Entrambi arrestati dalla polizia di Perugia poche ore dopo la follia. Entrambi accusati di danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale aggravata. Tutti e due sono accusati di lesioni aggravate. Entrambi spediti nel carcere di Capanne dopo la convalida dell’arresto del giudice Marina De Robertis. Sono i primi due di almeno una decina di uomini che hanno terrorizzato il centro di una città per troppe interminabili decine di minuti. Uomini che hanno reagito dopo l’accoltellamento di un loro connazionale, non più in pericolo di vita dopo essere stato operato in ospedale.

FOTOGALLERY: LE IMMAGINI DEGLI SCONTRIVIDEO: GLI SPARI IN PIAZZA

Il racconto del testimone «Sono arrivati in tanti da via Bartolo e da piazza Piccinino. Lo hanno accerchiato e colpito. Si è sentito uno sparo. Erano in tanti con i volti coperti, molti con i cappelli in testa. Uno vestito completamente di bianco. Lo hanno preso a calci e lasciato a terra». E’ solo l’inizio del racconto di un testimone oculare che ha assistito all’episodio che ha innescato le violenze martedì sera in centro storico a Perugia.

L’agguato «Accerchiato e colpito a coltellate come in un agguato. Erano lì per lui. Lo aspettavano» aggiunge il ragazzo che, insieme ad altri, ha soccorso per primo il magrebino a terra. «Quando gli aggressori si sono allontanati era in un lago di sangue, abbiamo chiamato l’ambulanza. Altri ragazzi italiani gli hanno tamponato le ferite all’addome e alla testa. Nel frattempo è arrivata una volante della polizia e alcuni connazionali del ragazzo ferito. La situazione ha iniziato subito a surriscaldarsi. I tunisini hanno iniziato a gridare: “Non finisce qui” e “albanesi di merda”».

LA REAZIONE DEL SINDACO. E IN CENTRO ARRIVA LA CELEREVIDEOINTERVISTA A BOCCALI

Volavano sedie «Poi si sono messi a correre verso piazza IV Novembre – racconta ancora il testimone -. Hanno buttato giù tutto quello che trovavano sul loro cammino. Cassonetti e tavolinetti. Dai cassonetti hanno recuperato bottiglie di vetro e le hanno lanciate anche verso la gente. Ho visto una folla risalire dalle scalette del duomo verso piazza Danti. Noi a un certo punto ci siamo chiusi dentro al bar con il proprietario e i clienti che c’erano in quel momento. Fuori volavano sedie. Abbiamo avuto molta paura».

Il racconto del poliziotto Altro soggetto, stessa scena. La volante uno si trova in via Bartolo per cercare uno spacciatore. «Abbiamo sentito uno sparo e abbiamo avvertito subito la centrale – riferisce un poliziotto -. Da lì ci hanno indirizzati verso piazza Danti, dove stava succedendo qualcosa. Quando siamo arrivati c’era un ragazzo a terra e altri suoi coetanei e connazionali intorno a lui. Qualcuno lo aveva soccorso con dei fazzoletti di carta. Poco lontano da lui, a terra, c’erano un proiettile e un coltello. Abbiamo cercato di preservare la situazione per l’arrivo della scientifica e dell’ambulanza. Abbiamo detto ai presenti di stare calmi».

LE REAZIONI DEL MONDO POLITICO

I tunisini: ci pensiamo noi «Ma la situazione si stava surriscaldando. I tunisini che erano insieme al ragazzo aggredito hanno iniziato a dire “ci pensiamo noi”. E sono scappati verso piazza IV Novembre. Poi ci siamo spostati anche noi perché ci hanno avvertito che verso il bar Ferrari stava succedendo qualcosa. E lì c’è stata un’aggressione incredibile contro di noi con bottiglie e bastoni di legno».

L’assalto al Luna bar Ferrari Sì perché nella caccia all’albanese che i tunisini hanno ingaggiato seminando terrore in corso Vannucci prima e in corso Garibaldi poi ci sono andati di mezzo poliziotti, carabinieri, finanzieri e semplici cittadini. Al Luna bar Ferrari, il proprietario, insieme ad altre due persone che stavano lavorando in quel momento, si sono chiusi dentro per salvare i presenti: «Ho fatto appena in tempo a chiudere la porta io – racconta il titolare del locale – loro erano in 15 e volevano entrare. Avevano i bastoni. Noi da dentro, eravamo in tre a tenere la porta da dietro». In questo modo hanno salvato i clienti che erano dentro al bar. Forse i tunisini credevano che lì dentro ci fossero gli aggressori del loro connazionale.

E al bar Milano Cambia la cornice ma il copione resta lo stesso. Pochi minuti dopo, è il bar Milano ad essere preso di mira con i bastoni di un metro e mezzo tirati fuori da un momento all’altro chissà da dove. I tunisini vogliono entrare. Il proprietario e alcuni camerieri si barricano dentro. «Spingevano contro il portone – racconta il proprietario –, urlavano “dentro ci sono gli albanesi, ci sono gli albanesi”. Siamo riusciti a chiuderci dentro. Loro erano almeno in tre. Volevano sfondare».

Debiti di droga Perugia in mano ai delinquenti. Perugia che fa paura. Perugia sottomessa alle regole della droga. Perché tutto proviene da debiti di droga. Il tunisino accoltellato sarebbe stato punito in maniera esemplare per non aver pagato una partita di stupefacente presa dai grossisti albanesi. Ma i suoi connazionali non sono stati a guardare,  e quei bastoni, celati sotto gli occhi della movida perugina, erano pronti per essere usati. E puntualmente è accaduto. E rischia di accadere ancora.

La rappresaglia Non è chiaro se l’episodio accaduto tra piazza Grimana e corso Garibaldi mercoledì intorno alle 14 sia legato ai fatti gravi di martedì notte. Ma un albanese è stato insultato pesantemente e picchiato da un gruppo di tunisini che lo hanno anche minacciato con un coltello. L’albanese è riuscito a divincolarsi e si è andato a rifugiare in un bar. Il titolare del locale pubblico lo ha fatto nascondere dietro il bancone mentre da fuori alcuni tunisini gli urlavano:«vi ammazziamo tutti ». Ancora minacce. Ancora paura. Ancora tensione.

10 replies on “Perugia, convalidati gli arresti dei due tunisini. «Sangue e spranghe, poi caccia all’albanese»”

  1. non fatte vi piglia pel culo!!! 9.maggio ore 17, 18.19, gli tunisini spacciavono tranquillamente in via u.rocchi e via delle cantine!!!!!!!!

  2. non fatevi piglia pel culo!!
    9.maggio ore 17,18,19!!!gli tunisini spaccavono tranquillamente in via u.rocchi, via delle cantine!!!
    da CHI e QUANTO so protetti???

  3. non fatevi piglia pel culo!!
    9.magio 0re 17, 18,19!! gli tunisini spacciavono tranquillamente in via u.rocchi e via delòle cantine!!
    da CHI e QUANTO so protetti??? 20000 euro al giorno fanno gola a tutti!!

  4. non fatevi piglia pel culo!!!!
    9.maggio ore 17,18,19!! gli tunisini spacciavono tranquillamente in via u.rocchi e via delle cantine!!
    da CHI e QUANTO so protetti????

  5. Questo è il risultato della cosidetta “accoglienza”! E poi dicono che gli immigrati sono una risorsa per il paese… Non passa giorno senza che siano al centro della cronaca, hanno reso Perugia (e dintorni) un posto pericoloso. Dove sono le istituzioni?… Con tutte le tasse che paghiamo non siamo neanche liberi di circolare in città. Che vergogna…

  6. Ricordate quando esisteva la Stazione CC. Fortebraccio dietro piazza Grimana? Eravamo sempre fuori, giorno e notte, senza chiedere straordinari, per sola passione. Lavoravamo forse troppo e forse troppo bene per questo hanno sciolto il gruppo mandando ognuno di noi in posti diversi.
    Ho servito lo Stato a Perugia per 13 anni e mi dispiace vederla ridotta in queso modo. RESISTETE!!!!!

    (Messaggio firmato da un lettore)

  7. Qua ragazzi c’è seriamente qualcosa che puzza di sporco..
    Complicità tra istituzioni e criminalità?a questo punto il dubbio comincia a diventare una probabile ipotesi.
    Non facciamoci prendere in giro ma come si fà a non risolvere il problema spaccio a Perugia?
    Ogni vicolo,ogni angolo è pieno di questa gente che và in giro tutto il giorno a bighellonare per la città.
    Di che cosa credete che campano questi qua??
    Ma quanto sarebbe facile prenderne uno a uno metterlo nel sacco e rispedirlo a casa sua (non a riempire il carcere a Capanne che già butta).
    Invece no sono sempre lì..le stesse persone, negli stessi posti sotto gli occhi di tutti!!!!
    Le forze dell’ ordine li guardano ma non li vedono!!
    Io allora che c’ho la supevista????
    Intorno a casa mia si vede di tutto.Dallo spaccio ai palazzi pieni di prostitute.
    E le forze dell’ ordine non lo sanno cosa succede???
    Date un’ occhiata a questo link: http://perugia.bakecaincontrii.com/donna-cerca-uomo-0
    E’ pieno di annunci (molto espliciti) di prostitute a Perugia.Ed è solo uno dei tanti.E dietro la prostituzione che cosa c’è??il traffico di droga!! e dietro il traffico di droga??le vicende di cronaca che ogni giorno riempono i giornali!!
    Le cosidette “retate” sono solo per fare notizia e far credere a noi che qualcosa si stà facendo.
    In realtà Perugia è nella m….e solo un miracolo può tirarla fuori

  8. Vergogna lasciare andar avanti una situazione del genere…chi nn ha lavoro fisso degli stranieri deve essere espulso immediatamente dal territorio Italiano.Negli altri Paesi la situazione non è cosi.

  9. Negli altri paesi europei, come Francia, Grecia, Olanda, Ungheria, che hanno conosciuto prima di noi il problema della società multirazziale hanno cercato di risolverla votando in massa movimenti di ESTREMA DESTRA (Marine Le Pen, 20%, Alba Dorata, 10%, Geert Wilders 20%, Jobbik e il partito del Premier Orban, maggioranza e al governo in Ungheria, dove per inciso ci sono stato lo scorso mese e in tutti i quartieri di Budapest giri di notte da solo senza problemi)

    Da noi votiamo Beppe Grillo e consideriamo più grave essere additati come razzisti dai benpensanti che non vedere le nostre città ridotte in questo modo.

    Quindi SVEGLIA!

    Troppo facile dare la colpa al Sindaco, al Questore o ai poliziotti.

    LA COLPA E’ VOSTRA CHE VOTATE QUELLI CHE VI DICONO CHIARAMENTE CHE PER GLI ITALIANI ONESTI SERVONO LE TASSE AL 65% E CHE PER QUESTI IMMIGRATI SPACCIATORI INVECE LA CASA GRATIS E LE BOLLETTE PAGATE!

    Provateci, almeno una volta, a votare Forza Nuova. Poi vediamo come va. Male che vada, non sarà peggio di come è oggi.

    Ma se fate come a Genova (dove con le bande di immigrati sudamericani c’è la stessa situazione di Perugia) dove Sampierdarena è peggio del Bronx, ma domenica hanno dato quasi al 50% al sindaco di SEL che dice che la violenza degli immigrati è solo un problema culturale che si risolve aprendo le biblioteche la sera, poi non vi lamentate…

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