Folle notte a Perugia, dal «pugno duro» ai «progetti culturali» le reazioni del mondo politico
Intorno ai pezzi di vetro, alle spranghe, alla polvere alzata dalle volanti che a tutto gas sgommano in corso Vannucci nella notte di violenza più cupa degli ultimi anni, si scatena il mondo della politica regionale. Da Rifondazione al Pdl passando per il Pd fino alla Lega Nord il risveglio per la è di fuoco. E se tutti concordano sulla gravità dell’accaduto nessuno ha la soluzione pronta in tasca: si va da chi reclama «pugno duro e soluzioni estreme» alle richieste di «prevenzione e consapevolezza» alle istituzioni locali.
Brutti e Vinti Secondo il segretrio regionale del Prc Stefano Vinti la notte di Perugia ha segnato «un punto di rottura: «Perugia – dice – è vittima di una strategia della criminalità organizzata che non esita a confrontarsi attraverso la violenza per il mantenimento di quote di mercato delle sostanze stupefacenti». Un’analisi condivisa dal segretario dell’Idv Brutti secondo che inquadra l’accaduto anche come il frutto «dell’azione repressiva ultimamente messa in atto con energia dalle forze dell’ordine. Azione – dice – che ha cominciato finalmente a scalfire le organizzazioni che lucrano su questo mercato. Ora occorre agire con efficacia doppia, se non tripla, sapendo però di avere a che fare con nemici che l’incuria degli anni passati hanno reso forti e strutturati».
Il centrodestra all’attacco Da una parte Vinti, oltre ad azioni di intelligence e repressione», chiede «prevenzione con investimenti in progetti sociali e culturali di inclusione, smantellando sacche di marginalità ed esclusione», dall’altra Brutti spera in una «profonda consapevolezza delle istituzioni». Dal fronte di centrodestra arrivano gli attacchi più duri all’amministrazione comunale, accusata di anni di «troppa tolleranza, pressapochismo e fallimentari politiche sull’integrazione». Per Maurizio Ronconi, Udc, «Perugia è come Gomorra», mentre secondo il gruppo comunale del Pdl bisogna «distaccare subito a Perugia il reparto mobile della polizia e il battaglione dei carabinieri per il pattugliamento delle zone calde e andare dentro le case per cacciare questa gentaccia uno ad uno dalla nostra città». Di «cancro da estirpare» e violenza «non più tollerabile» parlano invece rispettivamente il senatore pdl Franco Asciutti e il deputato Rocco Girlanda.
Bottini: azione più incisiva «Di fronte a un fenomeno di tale complessità – spiega invece il segretario regionale del Pd Lamberto Bottini – serve, ora, contenere le tentazioni di proporre facili ricette e dare vita, invece, a un’azione ancor più incisiva, che dovrà vedere sempre più le istituzioni impegnate organicamente nella stessa direzione, insieme alle forze di polizia che hanno competenze in merito, per restituire a Perugia una dimensione più sicura. Abbiamo sempre sostenuto come un valore la coesione sociale e l’integrazione ma sempre più questo deve passare per il rispetto delle regole e per accentuare la durezza nel reprimere atti criminosi». «Non possiamo più rimandare la messa in campo di misure urgenti e straordinarie – dice invece il presidente della Provincia Marco Vinicio Guasticchi – volte a tutelate al massimo la sicurezza di noi tutti. Per questo, visto questa situazione di rilievo eccezionale a Perugia, è necessaria un’immediata azione di sostegno da parte del governo centrale, un piano coordinato che sia di supporto alla polizia e agli enti locali».
Lega: bonificare la città Dalla su invece il consigliere regionale della Lega Nord Gianluca Cirignoni auspica che venga «pianificata con urgenza un’operazione straordinaria di polizia che bonifichi da pusher e clandestini la città ed in particolare il centro storico, e che vengano contestualmente intensificati i controlli su affitti e residenti. Dato che gli spacciatori a Perugia parlano quasi esclusivamente tunisino – conclude – ci auguriamo che il Governo nazionale e la Giunta regionale facciano sentire alle autorità tunisine tutto lo sdegno, la rabbia e l’indignazione dei perugini e degli umbri tutti».





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