L'apparecchiatura sequestrata dalla polizia postale

di Ivano Porfiri

Il sistema è quello dello «skimmer»: lettore di carta e telecamera che spia il codice pin. Una banda è stata bloccata e tre rumeni arrestati a Santa Maria degli Angeli grazie all’acume di un agente della polizia postale, ma c’è il sospetto che ci siano molte carte clonate in circolazione.

Lo sportello manomesso L’episodio che ha portato all’arresto è avvenuto domenica pomeriggio: un poliziotto della postale fuori servizio si reca a ritirare al Postamat di Santa Maria degli Angeli ma nota qualcosa di strano. Né la bocca dove si infila la carta né la parte superiore della maschera esterna lo convincono. «Vi era piazzato uno skimmer molto ben occultato – spiega Annalisa Lillini, dirigente della Postale durante una conferenza stampa – talmente bene che molti altri cittadini vi avevano prelevato senza accorgersi di niente. L’occhio allenato del collega, in questo caso, è stato decisivo». A quel punto l’agente ha chiamato in sede ed è stato predisposto un servizio di appostamento in attesa che i malviventi tornassero a recuperare l’attrezzatura.

L’arresto In effetti, puntualmente, cio è avvenuto: alle 22 due uomini si sono avvicinati allo sportello mentre una donna aspettava in macchina. Bloccati dai poliziotti, si trattava di tre rumeni: un 26enne e un 27enne senza fissa dimora in Italia i due uomini, una 23enne residente in Italia la ragazza. Con loro avevano diverse carte clonate, colla, una spatola e 2.500 euro che si sospetta abbiano prelevato dai conti di ignari cittadini nel corso della giornata. Per loro è scattato l’arresto su ordine del pm Claudio Cicchella per «installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire od interrompere comunicazioni informatiche o telematiche», in attesa di portare alla luce gli altri reati.

Il precedente Quello a cui lavora la polizia è capire dove e come la banda abbia agito in precedenza. «Abbiamo fondati sospetti che quello di Assisi non sia un caso isolato – spiega Lillini -: questo tipo di reati avvengono a ondate ed era un po’ che non se ne verificavano in zona». Poche settimane fa, infatti, allo sportello Postamat di Elce, a Perugia, è stata trovata traccia di colla usata per piazzare lo skimmer e il personale ha rinvenuto carte clonate «mangiate» dallo stesso sportello: comuni carte bianche con il pin scritto a pennarello su cui erano stati copiati i dati di carte vere presi con lo skimmer.

Il sistema Quindi è lecito pensare che ci siano centinaia di carte riprodotte, alcune delle quali già usate per prelevare. I malviventi adoperano infatti lo skimmer per pescare codici per un giorno come a Santa Maria degli Angeli o a Elce (spesso nel fine settimana quando gli addetti delle Poste non possono controllare), quindi nei giorni successivi fabbricano le carte coi codici clonati e, attraverso i pin spiati, prelevano ovunque.

Le raccomandazioni Ai cittadini la polizia postale raccomanda quindi, in primis, di controllare sui propri conti se vi siano prelievi anomali ed eventualmente denunciarli. E poi, quando si preleva, di coprire sempre con la mano la tastierina mentre si digita il codice. Infine, di verificare se lo sportello sia stato manomesso, anche se i livelli di mimetizzazione degli apparecchi fraudolenti sono diventati molto efficaci.

Il «tappo» Ma lo skimmer, sistema sofisticato, è comunque abbastanza raro. Molto più comune – spiega la polizia – il sistema del «tappo»: a Perugia sono molti i casi recenti. Il ladro, in pratica, mette un tappo con il nastro biadesivo sull’erogatore di banconote per cui chi preleva non riceve il denaro. Poi ripassa a rimuovere il tappo e con una pinza e prende i soldi.

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